Regia di Nancy Meyers vedi scheda film
Io non credo in Dio, io credo in Meyl Streep. Meryl Streep può fare qualunque cosa. Può anche vendere le castagne all’angolo di Via Rizzoli, io comunque la venererei. Meryl Streep, in quanto Dio, può far dimenticare l’irrisolutezza o la banalità di un film. È complicato è certamente un film gradevole, perché Nancy Meyers sa girare le commedie con buon ritmo e la sua mano sicura si sente. Il fatto è che la commedia, garbata e pure divertente, risente di due difetti fondamentali: innanzitutto il contesto sfacciatamente alto borghese in cui tutte le case sono grandi ed accoglienti, si mangia come ai buffet dei matrimoni e non ci sono problemi di alcuna sorta che non siano i mesi di astinenza sessuale (per tutto il resto c’è lo psicanalista); e la discutibile scoperta che si possa essere felici anche a sessant’anni. Cioè, voglio dire, è ovvio che sia così, non serve etichettare il film come la commedia dei quasi vecchi che riscoprono le gioie del sesso: semplicemente è la storia di una donna romantica e poco furba che non sa scegliere tra il brillante ed imbolsito (ma quanto è bravo!) Alec Baldwin e il dolce e dimesso (bentornato!) Steve Martin. Che poi è una riproposizione in chiave adulta del solito triangolo adolescenziale con la lei, l’ex mai dimenticato e il nuovo potenziale amore. Come valore aggiunto c’è un genero stupito e confuso, ben interpretato da John Krasinski. In ogni caso, è uno di quei che film che rivedresti all’infinito solo per vedere Dio in azione: Meryl Streep è Tutto.
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