Regia di Jakov Protazanov vedi scheda film
Film forse pretenzioso nei suoi propositi ma anche fascinoso nella sua riuscita, alterna momenti di microcosmo proletario ed escamotage per sopravvivere nella quotidianità d’epoca e una gradevole rappresentazione della gelosia con momenti più visionari (letteralmente riconducibili alla mera immaginazione del protagonista) nei quali prende forma il (surreale?) regno di Aelita sul pianeta “rosso” cui converge ogni inconscio desiderio di realizzazione sentimentale e non del protagonista. La compiaciuta e prevedibile vena ideologico e patriottica pur latente sin dall’inizio straborda in toni forse eccessivi in un finale in cui l’incedere precipitoso delle didascalie esplicative della “Rivoluzione tradita” su Marte sembra da un lato testimoniare l’incapacità di render per immagini l’evoluzione temporale degli eventi (anche a rischio di dilungarsi) e dall’altro l’implicitamente ricondurre la finalità ultima del film alla trasmissione del messaggio ideologico. In altre parole, aldilà della sua lunghezza effettiva, il film pecca di bilanciamento in quanto la fretta con cui a un certo punto si vuol pervenire all’assunto finale tende a sminuire l’opera da un punto di vista prettamente romanzesco e visivo (pur conscio della necessità di contestualizzare l’opera da un punto di vista storico temporale).
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