Regia di John Hillcoat vedi scheda film
Si chiede molto allo spettatore, in questo film terribile. Terribile inteso come “che tratta cose terribili” e non come giudizio, perché in tal caso va detto che il film è a un passo dal capolavoro.
E’ difficile sostenere la situazione, guardandolo; quanto e più dei protagonisti. Un bel giorno, il mondo finisce: niente più animali, niente coltivazioni, niente più verde, solo neve, freddo, grigiore, niente da mangiare. Fine della civiltà, ogni deve arrangiarsi come può. Tanti muoiono, pochi sopravvivono di stenti, vagando qua e là, alla ricerca di cibo, il grande problema. Rapidamente, si passa al cannibalismo. I due protagonisti, padre e figlio, puntano a sud, nella speranza che a sud le cose stiano meglio. La quotidianità è terribile.
Il film prende spunto da un romanzo (vincitore del Pulitzer), e a quest’ultimo va dato dunque il merito per lo spunto e la trama appassionante. Non ho letto il libro (dopo avere visto il film, mai lo leggerò), posso parlare solo del film, veramente molto bello.
Lo spettatore, come non mai, è fruitore passivo di quanto vede. Poche volte, penso, è capitato nella storia del cinema che tale passività sia così evidente e insostenibile. Il non potere fare niente, davanti a una condizione così totalmente disperante, ha fatto più volte interrompere la visione al sottoscritto. Poi mi dicevo, “bon, vediamo come va a finire”, anche se razionalmente non c’è la minima speranza, o è ridotta veramente a poco più di nulla.
E’ stato detto che il finale è
SPOILER (forse?)
troppo buono…un paio di palle, è un finale terribile. C’è un palliativo, alla fine, e le voci fuori campo, durante i titoli di coda, dovrebbero tirare su un po’ il morale, ma sai che roba.
La realizzazione. Il protagonista, Viggo Mortensen, è al solito colossale. Oramai bisogna parlare di lui come di uno dei primi 10 attori viventi, non c’è alcun dubbio. E’ talmente credibile, nella parte, che non solo viene da pensare che sia veramente vissuto così, per un po’
SPOILER
senza mangiare, malato, ma addirittura che sia morto davvero.
Bravo il bambino, e pure le figure incontrate nel cammino, e la Theron.
L’assenza pressoché totale di colori (ma il film è a colori) è resa in maniera perfetta, e infine vanno ricordate le splendide musiche. Un filmone, insomma, ma che chiede molto, anzi, troppo, allo spettatore. E’ una vera mattanza emotiva. Magnifico.
Ha partecipato a Venezia, battuto da Lebanon: questo l’ho registrato, per aver vinto su The road mi attendo un film da 10, dato che a The road probabilmente darò 9.
Film a budget basso, alla fine ha fatto pari, questo anche perché è stato distribuito poco, per il fatto che in effetti fa stare piuttosto male, dopo. Però è un film che tratta, si può dire, tutti i temi del mondo umano. Film importante.
Fantastica
Firma un quasi capolavoro
Brava, intensa
Stratosferico, oramai nella top ten degli attori viventi
Piccola particina, perfetta
Buona piccola parte
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