Regia di Sylvester Stallone vedi scheda film
Una squadra di combattenti veterani viene reclutata da agenzie segrete del governo per missioni ad alto rischio in territori di guerra. L’ultima prevede l’abbattimento del regime dittatoriale della fantomatica isola Sudamericana di Vilena. Una volta arrivata sul posto, la squadra si imbatte nei loschi affari legati al narcotraffico, gestiti da un ex agente della CIA.
Se la trama appare abbastanza classica e scontata, o comunque senza troppe sorprese e finezze, in linea insomma con gli action movies più commerciali, non è un grosso problema. Ad attrarre lo spettatore di un prodotto del genere, infatti, è soprattutto la promessa di un divertimento disimpegnato, in cui la fanno da padrone l’azione fracassona, tutta esplosioni e scazzottate, dal gusto retrò sfacciatamente anni ’80.
La vena nostalgica non riguarda solo le scelte stilistiche e il cast, in cui protagonista assoluto, naturalmente, è un Sylvester Stallone - anche regista - sempre più ammaccato e sfigurato ma non ancora pronto ad abbandonare il ruolo di action star, tutto muscoli, orgoglio e insolenza. Lo affiancano il duro dal cuore tenero Jason Statham, suo erede ideale, l’atletico e laconico Jet Li, il roccioso Dolph Lundgreen, l’ex wrestler Randy Couture, e un ormai irriconoscibile Mickey Rourke, in una parte più “intellettuale”, sorta di guru del gruppo, ritiratosi dalle battaglie per le troppe ferite fisiche e spirituali e divenuto un grezzo tatuatore. È il suo personaggio a fornire quell’inaspettata nota malinconica che, insieme ad alcune battutine cameratesche e ad un accenno di rozzo sentimentalismo, alleggerisce e smorza l’iperviolenza dominante nei novanta minuti, in verità molto da videogame e le comparsate ironiche di Bruce Willis e Arnold Schwarzenegger contribuiscono a dare all’operazione un tono scanzonato, nonostante le tematiche crude.
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