Regia di Michael Mann vedi scheda film
E' indubbio che Michael Mann sappia girare e con Nemico Pubblico non fa che confermarlo. Ma io ricordo un Michael Mann capace di colpire il cuore e in questo film di emozioni ne ho trovate ben poche. Un'ottima colonna sonora, ben recitato, un bel finale, a tratti un senso di malinconica epicità non bastano a elevare dalla sufficienza questo film. I personaggi non vengono approfonditi, le pallottole si sprecano. Dillinger è il bandito anarchico, sconfitto più che dalla legge, dal crimine ormai organizzato e mal disposto a tollerare le sventagliate di mitra che disturbano i quieti affari sporchi. Una parabola in cui ho trovato parecchie analogie con quella del Billy Kid di Peckinpah. Del resto questo Dillinger è un "sopravvissuto" che per quanto guardi avanti ha le radici nel passato, le stesse di Jesse James o di William Bonney. Ma tutto si ferma lì, appena abbozzato, come i personaggi dei federali. Ho apprezzato il finale, dentro al cinema, dove Dillinger dà l’impressione di ripercorrere con malinconia la propria vita in parallelo alle vicissitudini del Clark Gable sullo schermo. Ma quello era un altro film, un altro modo di fare cinema. Oggi Mann è forse quanto di meglio abbiamo, ma questo film non ne rispecchia le potenzialità.
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