Regia di Asghar Farhadi vedi scheda film
La pubblicità è l’anima del commercio!
E mal me ne incolse!
Alla fine, anch’io mi sono fatto un po’ condizionare dal battage pubblicitario della “critica cinematografica ufficiale” sul cinema iraniano che si discosta dalle consuetudini “miseria/oppressione”.
Questi trentenni piccolo borghesi con tanto di Land Rover, griffe su abiti ed occhiali e tanta spensieratezza ci ricordano un gruppo di qualsiasi giovani in una qualsiasi parte dell’occidente ricco e superficiale. In fondo, se il film fosse stato ambientato in Europa, forse non lo avrei visto nemmeno.
Mi chiedo, dove avranno trovato tutti i riscontri alle loro sperticate lodi per un film in cui (nei primi 45 minuti) non succede niente, nei secondi 60 (dopo l’incidente) altrettanto, negli ultimi 15 (con l’arrivo del fidanzato della ragazza) si svela l’inutilità del tutto?
Personaggi non delineati e che girano a vuoto. Una atmosfera che non si capisce dove voglia andare a parare. Ti verrebbe in mente Antonioni e L’AVVENTURA, con la storia della donna scomparsa, oppure Rohmer ed i suoi racconti giovanili morali, addirittura qualche thriller USA di seconda mano, ma non ci siamo!
Dovrebbe essere un dramma, ma ne mancano gli elementi essenziali, il pathos e l’atmosfera.
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