Regia di Tim Burton vedi scheda film
Spaventosa invasività degli effetti digitali, capaci di mettere in soggezione anche i fan più accaniti del regista.
Un sonoro passo falso, per Tim Burton. Accettando di dirigere su offerta della Disney una nuova versione cinematografica dei due romanzi di Lewis Carroll sui viaggi di Alice – qui adolescente, interpretata da Mia Wasikowska – nel Paese delle Meraviglie, lo stimato cineasta si adagia sulla scialba piattezza di uno script scontato e frantumato (firmato da Linda Woolverton, sceneggiatrice dei classici d'animazione La bella e la bestia e Il re leone), che a scapito di tutte le potenziali letture sui generis del testo di Carroll privilegia un gramo elogio dell'emancipazione femminile possibile grazie alla creatività e alla fantasia. Lo slancio visionario di Burton, che trapela comunque dalla bizzarria di qualche assurda trovata scenica, è illanguidito dalla spaventosa invasività degli effetti digitali, capaci di mettere in soggezione anche i fan più accaniti del regista di Edward mani di forbice, il cui stile gotico è annebbiato, per giunta, dalla pesantezza delle tinte kitsch che ricoprono la confezione del film. Il casting (Anne Hathaway è la posata Regina Bianca, l'immancabile Johnny Depp indossa gli eccentrici abiti del Cappellaio Matto) è centrato, però i personaggi – escludendo la diabolica Regina Rossa di Helena Bonham Carter e l'azzurro Brucaliffo fumatore, in fin dei conti non disprezzabili – sono tratteggiati con evidente approssimazione. Un progetto malandato, che difetta di cuore.
Le musiche di Danny Elfman sono buone ma ripetitive.
Film APPENA PASSABILE (5) — Bollino GIALLO
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