Regia di Florestano Vancini vedi scheda film
Dal racconto di Giorgio Bassani Una notte del ’43, incluso in Cinque storie ferraresi e ispirato alla storia vera dell’omicidio del federale Igino Ghisellini. Dopo l’8 settembre un dirigente fascista fa uccidere un collega moderato e ne trae il pretesto per scatenare una rappresaglia; intanto la bella moglie di un farmacista, ex squadrista ridotto a un rudere dalla sifilide, ha una relazione con una vecchia fiamma di gioventù. Melodramma raggelato, immerso in un contesto storico convulso e ambientato in una Ferrara brumosa e dechirichiana. Enrico Maria Salerno, impotente nel corpo e nello spirito e costantemente appollaiato alla finestra, vede tutto ma non fa nulla: incarna la cattiva coscienza collettiva, che si è sempre adattata allo stato di cose senza aderirvi con convinzione e senza opporsi. Amarissima l’ultima scena (assente nel libro): nell’Italia del dopoguerra non c’è stata né una resa dei conti né una vera riconciliazione fra le parti, solo un colpo di spugna su qualcosa che conviene a tutti dimenticare (o addirittura non conoscere); il ricordo degli orrori passati è affidato solo a una lapide destinata a sbiadire presto, insieme ai sogni di rinnovamento sociale. Un esordio di grande maturità per il regista Florestano Vancini.
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