Regia di James Cameron vedi scheda film
L’uomo costruisce velivoli perché non sa più cavalcare gli uccelli; macchine, perché non ricorda come domare i cavalli, e robot, perché immemore del suo stesso corpo. Esplicare l’umano senza narrarlo è sognare, ovvero: immaginare con sapienza. Cameron abbandona il racconto e insegue l’archetipo, dischiude il vaso di Pandora e libera Thauma, il meraviglioso: la dilatazione dell’immaginifico verso la diade espansa di recrudescenza e amore, esuberanza e distruzione. Avatar rilancia l’esperienza cinematografica totale, collettiva, e annichilisce a surrogato qualsiasi visione privata. Totemico.
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Bravo Rebis camminiamo sulla stessa lunghezza dell'onda
Bene bene... solo che non riesco a trovare la tua opinione per condiviedere....
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