Regia di Juan Pablo Buscarini vedi scheda film
La storia la conoscete. Ai piani alti ci si arrabbia di brutto, scende il famoso diluvio universale, un tizio con barba bianca tira su un’arca e poi ci son due coccodrilli, un orangotango, due piccoli serpenti e un’aquila reale. Nessuno però ci ha mai raccontato cosa diavolo successe, su quel barcone, durante il viaggio. A colmare il vuoto un intelligente cartone animato argentino, L’Arca di Noé, metafora a uso e consumo dei più piccini sulla difficoltà delle creature di essere animali “sociali”. Per esempio: nella stiva comanda il leone, ma la tigre non è tanto d’accordo. E poi Noé è un salutista alla Veronesi che vorrebbe fossero tutti… vegetariani, ma si può? Ci si diverte, i personaggi sono buffi, il numero musicale sulle note di I Will Survive quasi indispensabile; e poi, con un minimo di spirito laico, si prende un po’ in giro anche il Boss di lassù, che si crede proprio un… padreterno. Animazione non troppo sofisticata (il tratto assomiglia vagamente a quello di Uderzo), regia partecipe di Juan Pablo Buscarini, che non disdegna strizzatine d’occhio alle urgenze metereologiche d’oggidì, tipo effetto serra e mutamenti climatici. Portateci i bambini.
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