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The Hurt Locker

Regia di Kathryn Bigelow vedi scheda film

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La recensione su The Hurt Locker

di nickoftime
8 stelle

Lo sfondo ricorda il paesaggio lunare che appartiene ai luoghi dell’anima ma anche a quelli desunti dalla cronaca del tempo presente: la guerra come dimensione che annichilisce la dignità dell’uomo e la riduce, attraverso i suoi simboli più vistosi (le insegne, la divisa, le armi) in una componente del meccanismo che la alimenta. Ma è lì, nel cuore del problema, che tutto si azzera e la retorica della democrazia si trasforma in una lotta contro il tempo: quello della bomba che sta per esplodere, ossessivo ed onnipresente, ma anche quello della tregua, scandito dal conto alla rovescia che accompagna e sottolinea in maniera drammatica, per il sentore di non riuscire ad arrivare al traguardo, le missioni di una squadra di artificieri nella capitale irachena. E’ proprio laggiù, tra macerie reali (desunte dal contesto contingente) e metaforiche (quelle che appartengono alla vita dei tre protagonisti) che la Bigelow organizza il “rendez vous” con il suo cinema, tornando a respirare la libertà ed il dinamismo delle produzioni a basso budget. Un ritorno sulla terra, a base di “macchina a mano ed olio di gomito”, per denudare la notizia e restituircela nella crudezza della sua complessità.
La cronaca giornaliera, roboante ed adrenalinica quanto basta per stimolare le sinapsi dell’autrice, si mescola con i sentimenti di un privato tratteggiato in maniera minimalista ed imploso negli sguardi di quegli uomini e nella reticenza delle loro parole. Americano nel privilegiare l’azione all’astrazione, “The Hurt Locker” non tralascia niente di questa sporca guerra: ci sono bambini che muoiono e soldati che uccidono, c’è l’onnipotenza di chi si crede vincitore ma anche il sudore freddo della paura. Ma è soprattutto il senso di tragica fatalità, continuamente presente negli sviluppi e nelle conclusioni delle vicende che occupano la scena e reso tangibile nel protagonista principale, un soldato che non può fare a meno della guerra- dopo i vampiri de “Il buio si avvicina” ed i surfisti di “Point break, la Bigelow ripropone con successo un personaggio “Addicted”- che il film riesce a superare le barriere del genere, diventando ben presto un resoconto sulla condizione umana. Se la messa in scena della guerra appare estremamente veritiera, convince la volontà della Bigelow di dare un nome a coloro che la combattono, al di là delle ideologie e delle ragioni di parte. Un cast di quasi sconosciuti (Makie l’avevamo visto in “She hate me”di Spike Lee e nel mai distribuito “Half Nelson”, film nominato all’Oscar per la formidabile interpretazione di Ryan Gosling) e due star (Ralph Fiennes e Guy Pierce) che scompaiono quasi subito ci danno il senso di un opera che riduce le distanze e punta dritta al cuore dello spettatore.

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Ultimi commenti

  1. Carica precedenti
  2. nickoftime
    di nickoftime

    Avendo vissuto da vicino le vicende narrate nel film ti posso dire che il film e' assolutamente veritiero nei caratteri cosi' come nelle situazioni....

  3. Francisg
    di Francisg

    Il film The Hurt Locker ti entra dentro. Non è voyeurismo: è svegliarsi e trovarsi a Bagdad, è entrare di notte in un quartiere proibito, un viaggio allucinante in una notte di normale anormalità. Il cinema è uno squarcio in un altro mondo, è una figura sconosciuta o troppo nota, che ti guarda da dietro una tenda e poi sparisce, un bambino al quale non ti puoi affezionare. Solo che un film è un biglietto di Andata/Ritorno. La vita no. Quindi un film è un brivido, quando è girato così bene. E la tua recensione è tornare in quel luogo in quel film e riviverlo, scoprendo nuove cose, come lo sguardo dei soldati alla ricerca di movimenti o di silenzi. E che incipit!
    Già le prime righe valgono la lettura!

  4. nickoftime
    di nickoftime

    ...i tuoi interventi sono altrettante recensioni che meriterebbero uno spazio personale...mi fa piacere che tu abbia scelto questo spazio per farle conoscere ed ancora una volta ti ringrazio per le tue parole...un saluto.

  5. Utente rimosso (cinerubik)
    di Utente rimosso (cinerubik)

    Splendido. Inquietante. Ti proietta in una prospettiva che costringe a focalizzare ogni dettaglio più piccolo per istinto di sopravvivenza. Nemmeno il mulinello di polvere va sottovalutato. Poi il rapporto con la vita privata dove i problemi sembra non possano essere maggiori del rischio di morire all'improvviso ma ci sono "macerie reali... macerie metaforiche..." (stupendo). Realistico al massimo e pregevole recensione.

  6. nickoftime
    di nickoftime

    D'accordo con te!

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