Regia di Kathryn Bigelow vedi scheda film
Film come questo ci ricordano di quanto sia stato influente il cinema di Sam Fuller. Il film della Bigelow (una regista inimitabile nelle sequenze d'azione, fin dai tempi di "Point Break", ma anche ora che è alle prese con la controversa tecnologia digitale: qui utilizza un montaggio serratissimo, zoom scomposti, inquadrature traballanti e mdp perennemente in movimento a sottolineare lo stato di ansia e di eccitazione che i soldati vivono sul fronte, dove la morte violenta può coglierli in qualsiasi istante) appartiene a quella categoria di film bellici che si disinteressano completamente dell'aspetto storico, politico, ideologico della guerra, concentrandosi invece sui risvolti puramente operativi, sulla quotidianità delle azioni militari, sulle piccole cose, sui dettagli anche bizzarri e grotteschi pur nella loro atrocità, sugli affanni di chi è chiamato a fare il proprio "dovere" per una ragione che non è quella di Stato, ma semplicemente quella della propria sopravvivenza. "Hurt Locker" è della stessa famiglia de "L'urlo della battaglia", "Il grande uno rosso", "Kippur" (di Amos Gitai)...va messo, indipendentemente dalla qualità, in quel gruppo lì...
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