Regia di Joe Johnston vedi scheda film
Ora lo sappiamo, per fare un lupo mannaro americano a Londra (e dintorni) non basta Rick Baker al trucco. Anche se di questo remake affaticato e faticoso, almeno per lo spettatore e per il protagonista-produttore Benicio Del Toro - sei ore di trucco quotidiane! -, le trasformazioni in Uomo Lupo sono i momenti più emozionanti e riusciti, nonostante il mediocre mestierante Joe Johnston (sostituì dopo un anno della lunga lavorazione del film Mark Romanek, vittima, pare, di una scarsa intesa con l’attore portoricano) faccia di tutto per riprenderle poco e male. E con questo non vogliamo essere esegeti pedanti dei monster movie d’annata e dell’originale del 1941, nostalgici di quell’horror teatrale tanto affascinante e cinefilo quanto anacronistico: George Waggner e l’attore Lon Chaney Jr. hanno popolato i nostri incubi e quelli di Del Toro, ahinoi, ma ora riposino in pace. Il problema qui è proprio il compromesso tra passato e presente: le corse nei boschi dei “mostri” sembrano prese da Twilight, le scene madri da una compagnia di teatro vittoriano di terz’ordine, questo Wolfman è troppo compassato e affettato per catturare gli spettatori, non abbastanza filologico per gli appassionati. E assolutamente inadatto - incredibile a dirsi - è Del Toro a ricoprire la parte. Disorientato, non sembra crederci mai (e su “Empire“ di gennaio 2010, leggendo tra le righe, ne avrete la conferma). Un peccato, perché Emily Blunt non sfigura e Anthony Hopkins risulta stranamente in forma, come gli è capitato di rado negli ultimi anni. Film..sdentato.
Non ci sono commenti.
Ultimi commenti Segui questa conversazione
Commenta