Regia di Takashi Miike vedi scheda film
Pensavo che definizioni come "disturbante" e frasi come "si sono pentiti di aver tolto ogni censura" fossero esagerate dicerie....quanto mi sbagliavo...Miike è una persona malata e ci propone un film dalle immagini forti, violente, raccapriccianti...no, non sono riuscito nemmeno lontanamente a rendere l'idea. Ma la cosa peggiore è la sensazione che tutto ci venga mostrato gratuitamente, ovvero senza particolari giustificazioni...non vi è denuncia sociale nè niente...Miike vuole rovinarci, vuole farci agonizzare insieme ai suoi mostri e personaggi, ci tortura con quello che veniva definito cinepugno. "Imprint" è una violenza contro lo spettatore e nessuno è abbastanza preparato a vederlo...era tanto che non venivo angosciato da un film. Se volessimo esagerare, si potrebbe dire che "Imprint" è La Fin absolute du Monde di "Cigarette Burns".
Ogni altra analisi è superflua: presenza di long take, buon make-up, interpretazioni discutibili, messa in scena che ricorda il teatro no giapponese, uso curioso del green screen...tutto perde di senso di fronte alla violenza delle immagini....
Voto buono? il cinefilo dentro di me dice che alcuni artifici di trama debbano in fondo essere tenuti in considerazione.
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