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Leoni per agnelli

Regia di Robert Redford vedi scheda film

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La recensione su Leoni per agnelli

di amandagriss
8 stelle

Nonostante i suoi settant'anni e l'aspetto un po' attempato,Robert Redford resta il divo più rappresentativo del cinema americano di contestazione.Continua la sua battaglia per l'impegno civile con questo piccolo grande film,sonoro schiaffo in faccia alla politica estera del suo Paese: la spinosa questione mediorientale post 11 settembre,l'infinita e sanguinosa guerra dei civilizzati USA contro "la condotta arcaica,inaccettabilmente medioevale" dei popoli arabi,la sua "necessaria" lotta per porre fine al terrorismo (islamico) in nome della salvezza dell'umanità.Redford fa semplicemente il punto della situazione: avvalendosi di un piccolo e talentuoso cast (su tutti Meryl Streep,Tom Cruise,l’allora sconosciuto Andrew Garfield,il futuro new spider man, l’amico del cuore silurato in The social network,il clone triste in Non lasciarmi) descrive tre situazioni altamente rappresentative del clima socio-politico-culturale presente negli StatiUniti.C'è chi fa strategia di guerra comodamente seduto in poltrona nel suo lussuoso ufficio (ben felice di starci) sfoggiando capi d'alta sartoria e invocando il supporto propagandistico della stampa; c'è chi imbraccia un fucile pronto a morire sul campo,se necessario,pur di cambiare le cose e chi,a rappresentanza della gente comune e della gioventù (le leve del futuro) prende le distanze dalla propria attualità,dalla politica del proprio Paese,preferendo scivolare nell'oblio,nell'apatia,nell'indifferenza di una vita ‘ovattata’ ordinaria,tranquilla,dove le parole ‘impegno civile,responsabilità individuale,attivismo politico’ perdono di ogni significato.Il bel ragazzo biondo dagli occhi azzurri,icona di un cinema passato ma non così tanto lontano,ritorna sul grande schermo e dietro la macchina da presa più che mai motivato,sposando entusiasticamente il copione dello sceneggiatore Matthew Carnahan,con cui si propone -riuscendovi- di affondare il dito nella piaga di questi anni zero così difficili,tumultuosi,inquieti.Parte dalla lotta al terrorismo per toccare corde più profonde,individuali: l'idealismo,l'etica personale,il coraggio,la lealtà,la dignità; mena fendenti al sistema americano che misura la vita in danaro e sottolinea l'innumerevole serie di compromessi quotidiani a cui ognuno deve scendere per poter sopravvivere.Tutto attraverso dialoghi affilati e puntuali che la messa in scena d'impianto teatrale -spazi unici,attori quasi sempre seduti che si muovono in uno spazio ristretto- esalta, affinché l'attenzione cada sull'importanza del dialogo,di un costruttivo scontro/incontro dialettico.Ottimo esempio di cinema impegnato ma mai bacchettone,per niente tedioso,assai dinamico nella sua apparente staticità grazie ad un ritmo sostenuto e al carisma degli attori;coinvolge e arriva alle coscienze.É onesto,appassionato,diretto, coraggioso,intelligente.É cibo per lo spirito. Andrebbe proiettato nelle scuole.

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Ultimi commenti

  1. paosca
    di paosca

    In merito alla "condotta arcaica, inaccettabilmente medioevale" è purtroppo un dato di fatto che in alcuni di questi paesi si parli tuttora di "lotta fra tibù". Salvo tutto il resto.

  2. Utente rimosso (cinerubik)
    di Utente rimosso (cinerubik)

    Ho visto il film ieri pomeriggio in DVD nella versione originale e devo dire che mi aspettavo, o per meglio dire temevo, tutt'altro. Bella riflessione a 360° e non etnocentrica come spesso accade negli states quando si parla di guerra e regimi arabi. Splendida diatriba tra generazioni in quel "You almost convinced me" con il quale Redford fa capire al ragazzo che perfino leccare buste è meglio che parlare, lamentarsi e basta. Personaggi ben assortiti nei loro ideali. Unico appunto è l'aver tradotto in italiano ogni titolo scorrevole dei tg, ogni appunto, ogni post-it o documento inquadrato in primo piano dalla telecamera. Per carità, lo faceva un maestro come Kubrick, non è una novità, ma siamo negli states e perché dunque questo salto fuori dalla cornice? Allo spettatore bastano due righe di subtitles. Ricordo in Shining: l'inquietante "All work and no play makes Jack a dull boy" miseramente "traslato" in un meno "dark" "il mattino ha l'oro in bocca". Vabbè, non c'entra col resto ma mi domando perché??? Ad ogni modo bellissima recensione. Come sempre chapeau.

    1. amandagriss
      di amandagriss

      confesso di incontrare non poche difficoltà a leggere i sottotitoli, soprattutto quelli corposi, e contemporaneamente dare un'occhio al film, però quelle che volte che vedo i film in lingua originale (su Fuori orario in particolare) resto come ipnotizzata.
      Troppo buono, ti ringrazio tanto, ciao :)

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