Regia di Don Coscarelli vedi scheda film
Insieme di luoghi comuni dell'horror (femminista) messi in scena con una dinamica regia...
In viaggio su una solitaria strada di campagna, di notte e con un temporale a complicare la guida, Ellen perde il controllo del veicolo. Senza ferite, ma rimasta a piedi, in mezzo al bosco che costeggia la strada avverte strani rumori: un terrificante assassino sta trasportando una ragazza ferita e agonizzante...
Fuor di dubbio: la sceneggiatura è infelice (anche se il soggetto viene da penna pregiata, ovvero Lansdale) e la ragazza (Bree Turner) che s'improvvisa una versione al femminile di Rambo, oltre ad essere molto poco verosimile, è pure parecchio antipatica. Ma quando si affronta un film di Coscarelli, se ci si dimentica della logica e ci si lascia trasportare dalla dinamica regia, il divertimento è garantito. Moonface è figlio diretto di Leatherface e Angus Scrimm aggiunge spessore al breve, ma adrenalinico girato. Una spruzzatina di sadismo e tanta scenografia macabra (i teschi con occhi illuminati dalla Luna) consente all'episodio di raggiungere risultati discreti, pur essendo il risultato finale un evidente ibrido tra Non aprite quella porta (in particolare il secondo capitolo diretto da Tobe Hooper) e Jeepers Creepers.
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