Regia di Woody Allen vedi scheda film
Si compie la trilogia londinese di Allen. O almeno spero. Dopo i delitti senza castigo di Match Point (con almeno approssimative tracce di thriller) e le sciocchezzuole di Scoop, passiamo a questo poverissimo, allucinatamente vuoto Sogni e delitti. Scritto, credo, in un pomeriggio, girato in due mesi (come mai cosi tanto mi chiedo?) dal messaggio assolutamente piatto. Non c'e' pHatos, non c'e' tHriller, non c'e' Humour, non c'e' un'H del grande Allen. In tanti vagheggiano la classe del regista che ti prende per mano e ti porta all'inevitabile fine, ma altrettanti vorrebbero arrivarci da soli, pedalando con la propria sensibilità. Si tirano in ballo Delitti e Castighi di ben altre fatture, si strizza l'occhio a conflittualita' d'animo che il povero Colin Farrell anela spippettando sigarette per tutto il film, si vorrebbero evidenziare contrasti familiari e loro infiniti risvolti ma se ne tratteggia a malapena la story-board. Qui celebriamo l'Immanenza del Castigo, in Match Point ce ne eravamo bellamente presi gioco. Ce l'avrei avuta una pena alternativa per il nostro Farrell voglioso d'espiazione: condannato a rivedersi per tutta la vita gli ultimi tre film di Allen. Incessantemente.
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