Regia di Kenneth Branagh vedi scheda film
Dall’opera lirica di Mozart: il giovane Tamino, con l’aiuto del fanfarone Papageno, deve liberare Pamina, figlia della Regina della Notte, che è stata rapita da Sarastro; il tutto, però, ambientato durante la prima guerra mondiale. Branagh ha una notevole capacità di attualizzare storie senza tempo, ma quando si allontana da Shakespeare sembra perdere sicurezza: questa volta l’azzardo non gli è riuscito. Anche tralasciando le incoerenze nello sviluppo dei caratteri, che culmina in un inopinato rovesciamento di ruoli fra buoni e cattivi (del resto, da quel poco che ne so, era così già nell’originale), il gioco non funziona, o almeno non con queste regole: troppo stridente è il contrasto fra le trincee (peraltro pulitissime) e le architetture fantastiche fra cui i personaggi si muovono senza soluzione di continuità, esprimendosi in un linguaggio aulico che suona forzato; passi per le tre fate nei panni di infermiere, ma la Regina della Notte che entra in scena su un carro armato è ridicola. Ammirevoli i costumi e le scenografie, indigeribile il resto.
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