Regia di Simon Wincer vedi scheda film
Titolo di una certa fama della Ozploitation prima ondata diretto da Simon Wincer al secondo lungometraggio, un altro che sarebbe poi andato a lavorare in America di quel primo cinema australiano da esportazione..
"Harlequin" non trovò la distribuzione nelle sale italiane, e difatti è nella nostra edizione parzialmente impiombato.da un doppiaggio delle cooperative di doppiaggi tv anni '80 e una colonna sonora effetti che sono inadeguati.
Strano avendo come protagonista Robert Powell che cosa tanta notorietà e successo aveva ottenuto con il pubblico italiano televisivo e pure cinematografico, per le due versioni del "Gesù di Nazareth" zeffirelliano nel 1977,
Titolo di una certa fama della Ozploitation prima ondata diretto da Simon Wincer al secondo lungometraggio, un altro che sarebbe poi andato a lavorare in America di quel primo cinema australiano da esportazione..
"Harlequin" non trovò la distribuzione nelle sale italiane, e difatti è nella nostra edizione parzialmente impiombato.da un doppiaggio delle cooperative di doppiaggi tv anni '80 e una colonna sonora effetti che sono inadeguati.
Strano avendo come protagonista Robert Powell che cosa tanta notorietà e successo aveva ottenuto con il pubblico italiano televisivo e pure cinematografico, per le due versioni del "Gesù di Nazareth" zeffirelliano nel 1977, e la co-regia non accreditata(che proprio con il produttore Anthony I. Ginnane avrebbe iniziato a produrre e dirigere nel cinema australiano, come sempre con Robert Powell il buono "Survivor- L'aereo maledetto" nel 1981),del co-protagonista David Hemmings, già visivamente imbolsito rispetto al suo famosissimo film italiano, del 1975.
Girato con senso degli spazi sia geometrici -nella villa interamente controllata dagli occhi elettronici della telecamere di sicurezza nel finale-, che nelle aperture paesaggistiche e negli sfondi naturalistici costieri, marchio registico di un pò tutti i cineasti australiani soprattutto del primo periodo, ha anche delle notevoli invenzioni visionarie che sfruttano le tradizionali leggende dei popoli nativi ma non certo al livello de "L'Ultima Onda" o di "The Shoot/L'Australiano"-da cui mutua i suoni ultrasonici emessi dagli aborigeni, in grado di infrangere i vetri se non uccidere- impiombati però da inutili e stucchevoli dialoghi matrimoniali, sentimentali fra ricchi e potenti.
Il discorso sui poteri della politica e la sua corruzione, spietatezza è poco centrato e approfondito, il personaggio di Powell di una certa suggestione, ma quasi sempre su una pericolosa china fra il ridicolo e il grottesco.
Anche Broderick Crawford in un ruolo alla J. Edgar Hoover come aveva da poco interpretato, di gran manovratore, cospiratore seenza scrupoli alcuni, in trasferta di fine carriera nel cinema aussie.
Sopravvalutata inspiegabilmente, la colonna sonora dell'attivissimo nel cinema australiano, Brian May.
John Nada
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