Regia di William Friedkin vedi scheda film
Il cospirazionismo, come iperbole parossistica del pensiero che traduce il quotidiano Nulla in Tutto e la totalità oggettiva in niente, nella prospettiva dell’evoluzione tecnologica che aliena l’individuo privandolo di un contesto sociale concreto, illude l’individui - che fatica a commutare le dissociazioni interiori in un’identità organica e politica - restituendogli un senso ed una fatua centralità. Di Cronenberg c’è pochino, ma Burroughs è citato a d’uopo. Friedkin è più vigoroso che stilisticamente soddisfacente, ma può bastare. Ottima la febbricitante Ashley Judd.
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il cospirazionismo al massimo può essere l'iperbole parossistica del sospetto, non del pensiero in generale...ed è solo la prima che dici...
Grazie irvine per il tuo contributo al mio commento: molto puntuale, approfondito e argomentato. Utile soprattutto. Specie quando ignori che si può scrivere "pensiero" senza necessariamente alludere a tutto il pensato e il pensabile, così come si può parlare di percezione senza intendere tutto il percepito e il percepibile. D'altro canto rileggere la mia recensione mi è servito - in assoluta autonomia - a correggere la forma e l'esposizione, che in effetti erano alquanto cavillose e oscure...
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