Regia di Paolo Cavara vedi scheda film
Cavara esordì nei primi '60 con Jacopetti e Prosperi in Mondo cane: un bello shock, cinematograficamente parlando, ripetuto poi da qualche pellicola simile; l'effetto dei mondo movie però svanì presto (scarsa professionalità, eccessi di sensazionalismo) e nei '70 il Nostro si trovò a doversi arrangiare con qualche film di genere. Il thriller-horror vagamente psicologico La tarantola dal ventre nero (1971), per esempio, che si inserisce nello stesso filone di Lo strano vizio della signora Wardh (Sergio Martino, sempre 1971) o di Perchè quelle strane gocce di sangue... (Giuliano Carnimeo, 1972), insomma dei calchi dell'Uccello dalle piume di cristallo di Dario Argento, uscito nel 1970; oppure Virilità, del 1973, che è una specie di brutta copia di Malizia, di pochi mesi precedente. Con questo E tanta paura, invece, Cavara torna al thriller, ma dal versante polizi(ott)esco, mischiando adrenalina - più tensione che azione concreta - e argomenti scabrosi (droga, prostituzione), in uno scenario metropolitano desolante. Nonostante la sceneggiatura dozzinale firmata, da un soggetto del regista, da Enrico Oldoini e Bernardino Zapponi (che, come è piuttosto noto, ha fatto ben di meglio), c'è qualcosa comunque da salvare: innanzitutto il cast, che può vantare le presenze di Eli Wallach, Michele Placido, Corinne Clery, John Steiner e Jacques Herlin: un assortimento di nomi non solo di buon livello, ma anche di richiamo internazionale. E poi, a dirla tutta, la mano di Cavara non è affatto disprezzabile: la pellicola fila via liscia, ma purtroppo è la materia narrativa a non avere più di tanto valore. 4/10.
Un commissario di polizia indaga su una serie di omicidi collegati da un indizio inquietante: una libro per bambini con protagonista Pierino Porcospino. Le indagini passano attraverso prostituzione, droga e bassifondi per arrivare infine molto in alto...
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