Regia di Robert Altman vedi scheda film
Ottuagenario e per nulla stanco o appagato, Altman si rimette in gioco girando un ideale seguito di Nashville: tutto giocato sul classico (per il regista, almeno) sistema corale che vede alternarsi in scena numerosi personaggi senza produrre in definitiva uno o più effettivi protagonisti principali, Radio America è uno sguardo al passato in cui trapela un pizzico di nostalgia e che comunque ha la forza e l'entusiasmo necessari per rivolgersi al futuro. La morte (o meglio, la sua idea) permea l'intera pellicola rimanendo per lo più in sottofondo, come un sovrappensiero che non abbandona mai la trasmissione ed i suoi interpreti, attori, cantanti e musicisti. Ancora la musica country al centro del palco, ma stavolta lo spazio è quello ristretto di un teatro. A tratti realmente commovente, è l'addio forse migliore che Altman poteva regalarci.
Un importante spettacolo radiofonico a base di musica country viene registrato in diretta in teatro; assistiamo a quella che si presume essere l'ultima puntata, in vista di una chiusura del programma che sa molto di conclusione esistenziale.
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