Regia di Mimmo Calopresti vedi scheda film
Testimonianze di italiani ebrei sopravvissuti ad Auschwitz.
Lo scorrere degli anni ci allontana inesorabilmente da quella che può essere senza dubbio considerata la più atroce tragedia del XX secolo: la follia dei campi di concentramento; ecco perchè lavori come questo, firmato da Mimmo Calopresti, sono assolutamente fondamentali. Per non perdere la memoria, il contatto diretto con quegli anni di silenziosi massacri quotidiani, ecco che il regista va a intervistare alcuni italiani ebrei che patirono l'esperienza di Auschwitz, ma che fortunatamente sono riusciti a sopravviverla. Fra di essi vanno segnalati lo scrittore Nedo Fiano e la futura senatrice a vita (sarà nominata nel 2018) Liliana Segre. Le parole di queste persone, naturalmente ormai anziane, sono la cruda rappresentazione di una banalità del male, dell'orrore trascinata nella concretezza di ogni giorno; i loro racconti commoventi sono inoltre corredati da immagini di archivio che contestualizzano le vicende. Calopresti è bravo nel lasciare parlare a ruota libera i protagonisti e inquadrare storicamente le loro esperienze con il minimo indispensabile: tutto si svolge fra il settembre 1938, quando Mussolini decide che l'Italia è un Paese razzista, e il 1943, quando ormai le deportazioni sono un fenomeno di massa. L'attività di regista a soggetto per Calopresti si alterna da sempre con quella di documentarista; il 'gemello' di questo Volevo solo vivere è il coevo Dov'è Auschwitz? (2005), nel quale la macchina da presa del Nostro si spinge all'interno del campo di concentramento. 6,5/10.
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