Regia di Emimmo Salvi vedi scheda film
Il bandito Johnny Texas viene graziato, a patto che esegua una missione per conto della legge; dovendo perciò affrontare una banda di temibili 'colleghi', Johnny pensa bene, piuttosto, di allearsi con loro.
Siamo nel 1967 e lo spaghetti western è già subissato dai clichè e decisamente svuotato di idee originali dalle decine e decine di titoli prodotti a raffica nel precedente triennio. Ma, per fortuna di mestieranti poco dotati artisticamente come Emimmo Salvi, il genere si vendeva ancora piuttosto bene e, a fronte di spese relativamente contenute (in questa pellicola si nota bene cosa si intende dire), riusciva ancora a recuperare discrete somme al botteghino. Girato evidentemente in Italia (mancano completamente i caratteristici panorami ampi e desertici del filone) e con un cast di terz'ordine, Wanted Johnny Texas accoppia sapientemente la trasandata recitazione con una storia al limite dello sbadiglio, nella quale persino il colpo di scena finale è chiaramente prevedibile con largo anticipo. Sceneggiatura dello stesso regista; fra gli interpreti c'è qualche nome di culto come Fernando Sancho (biondiccio!) Howard Ross/Renato Rossini e Rosalba Neri, mentre dicono ben poco quelli di Monika Brugger o James Newman; il ritmo è altalenante - la trama parte di gran carriera, poi si accartoccia su sè stessa - e di quando in quando interviene una sparatoria a ravvivare la situazione. Per Salvi è l'ottava regia in cinque anni, un dato che spiega già molte cose. 2/10.
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