Regia di Carlo Campogalliani vedi scheda film
La storia d’amore travagliata fra un cantante di belle speranze e una circense girovaga che, si scoprirà, è la vera figlia del patrigno del cantante.
Una storia non impossibile, ma improbabile, una manciata di emozioni forti, qualche eccesso di retorica nei dialoghi e di patetico nelle situazioni, personaggi monodimensionali: siamo nei territori del melodrammone all’italiana che spopolò sui grandi schermi del Belpaese nel decennio successivo al secondo dopoguerra. Torna piccina mia!, in particolare, è un’opera firmata da un esperto di cinema popolare come Carlo Campogalliani, dall’esperienza ormai quarantennale e pertanto dal sicuro mestiere; come è noto, il melodramma era essenzialmente di due tipologie: con il lieto fine o senza: questa pellicola appartiene al primo filone. Emblematica, restando sul finale, la chiusura sul segno della croce da parte dei protagonisti, che evidenzia l’impronta profondamente cattolica della storia (la prudenza non è mai troppa); il copione è firmato, da un soggetto di Giuseppe Maggi, da Nino Stresa con la collaborazione di Vinicio Marinucci e dello stesso regista. Tra gli interpreti: Milly Vitale, Alberto Farnese, Gino Sinimberghi, Mara Lane, Tamara Lees, Georges Brehat e Luisa Rivelli; alle musiche di Renzo Rossellini si aggiungono alcune esecuzioni musicali inserite a forza nella trama (fra cui quella del pezzo eponimo, naturalmente), originariamente cantate da Gino Latilla. Neanche a dirlo, si tratta di un lavoro legato a doppio filo a un contesto storico e sociale ormai dimenticato. 3/10.
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