Regia di Michael Bay vedi scheda film
L’ossessione della clonazione si sta sempre più impadronendo di Hollywood e The Island rappresenta il grido più avanzato di questa paranoia. Prodotto dalla DreamWorks e diretto dal dinamico e superficiale Michael Bay, il film inizia e termina con delle precise citazioni di La fuga di Logan, un cult degli anni ‘70. Nel mezzo ci sono due film; il primo è impregnato di una fantascienza quasi filosofica, in cui teorizza l’esistenza di una sorta di lager confortevole dove creare e allevare gli agnati, ignari cloni umani pronti a essere usati come pezzi di ricambio per le defaillance dei corpi dei loro sponsor umani. L’altro film è un action movie, pieno di inseguimenti mozzafiato in cui una coppia di agnati prende coscienza della propria situazione e tenta di contattare gli “originali” con la speranza di liberare i compagni. Tralasciando l’incongruenza di alcuni personaggi e snodi narrativi, quello che manca al film è un giusto equilibrio tra le parti. Dopo un inizio pieno di promesse con l’introduzione di spunti etici, narrativi e visivi molto interessanti, nella seconda parte Bay si lascia prendere la mano da una sequenza infinita di inseguimenti inutili, negandosi il piacere di esplorare vie forse più impervie ma più affascinanti come ad esempio un reale confronto tra umani e agnati. F.L
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