Espandi menu
cerca
Batman Begins

Regia di Christopher Nolan vedi scheda film

Recensioni

L'autore

CineNihilist

CineNihilist

Iscritto dal 27 marzo 2020 Vai al suo profilo
  • Seguaci 65
  • Post 7
  • Recensioni 97
  • Playlist 10
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su Batman Begins

di CineNihilist
9 stelle

Bruce Wayne/Batman: Rachel, non è tanto chi sono, quanto quello che faccio che mi qualifica.

 

Dopo il banco di prova di Insomnia che conferma la capacità di Nolan di saper gestire anche film con budget abbastanza consistenti, la Warner gli offre su un piatto d’argento la possibilità di dirigere il nuovo reboot su Batman iniziando così un forte sodalizio tra la major e il regista britannico, che a tutti gli effetti si rivelerà fruttifero per entrambi permettendo in seguito a Nolan di avere quasi carta bianca sui suoi futuri progetti più personali e sentiti.

 

Batman Begins: 15 anni fa usciva il più realistico film sui supereroi  grazie a Christopher Nolan

 

Per Batman Begins, a differenza del marchettone Insomnia, Nolan piega l’anima commerciale del progetto batmaniano secondo la sua sensibilità artistica e autoriale discostandosi dalla precedenti trasposizioni cinematografiche (soprattutto quelle scellerate di Joel Schumacher), riportando il mito del noto cavaliere oscuro in una dimensione più epica, terrena, realistica, introspettiva, meno fumettosa e squisitamente thriller/noir.

 

 

La rilettura postmoderna ambientata nei nostri tempi che attua Nolan nei confronti del noto supereroe DC, serve a dare maggior spessore e un’aura più seriosa alle atmosfere del cinefumetto, conferendogli dunque una connotazione più adulta e matura nell’analizzare la condizione antropologica del nostro tempo.
Batman diventa dunque un pretesto, un simbolo, una metafora necessaria per sviluppare un discorso più ampio della semplice scazzottata tra buoni e cattivi, che infatti trova perfetta sinergia col mondo crepuscolare che Nolan gli costruisce intorno ovvero la decadente e corrotta Gotham City e l’esotica e oscura località himalayana sede della Setta delle ombre guidata dal potente e carismatico leader Ra’s Al Ghul.

 

Il film di origini quindi si divide principalmente in due parti collocate in località geografiche completamente opposte, ma in realtà complementari quando nell’ultimo atto dovranno scontrarsi per la resa dei conti finale.

 

Batman Begins, lo sceneggiatore smentisce una famosa teoria su Ra's al Ghul

Ra's Al Ghul - Storia e significati del Principe delle ombre

 

La prima parte del film si focalizza quindi sull’origine del codice morale di Batman alias Bruce Wayne, sfruttando il montaggio non lineare distribuito su più linee temporali per enfatizzare gli eventi drammatici fondativi per la genesi del supereroe senza superpoteri tra paura, rabbia, dolore, vendetta e una sete irrefrenabile di giustizia. Emozioni e sensazioni che vengono ben delineate anche grazie alla particolare messa in scena di Nolan che tra simbologie e location mozzafiato, riesce ad incastrare perfettamente i flashback di Bruce Wayne con il meditativo e duro addestramento di Ra’s Al Ghul, quest’ultimo mentore e figura paterna necessaria per lo sviluppo psicologico, morale e spirituale di Batman, che gli insegnerà le vie dell’oscurità, della teatralità e dell’inganno per volgere l’odio per i criminali in una virtù inscalfibile e metafisica.

 

 

L’introspezione che ne esce da questo interessante addestramento sia fisico che spirituale, dona finalmente la giusta epica e dignità alla mitologia dell’uomo pipistrello, che lo si potrebbe collocare tranquillamente nei più bei addestramenti della Storia del Cinema tra allievo e maestro come quello tra Luke e YodaNeo e MorpheusBeatrix Kiddo e Pai Mei e pochi altri entrati ormai nell’immaginario collettivo.
L’allenamento psicofisico immerso in questo ambiente esotico e mistico non è però sinonimo di unione e fratellanza, infatti sarà il fulcro di un eterno dilemma morale che sarà fondamentale per tutto lo sviluppo della trilogia, ossia la salvezza di Gotham City o la sua totale condanna a morte.
Speranza e disperazione sono dunque gli stati d’animo che possono riassumere al meglio il duello eterno tra bene e male, ma che per tutta la trilogia tenderanno verso un’ambiguità morale lancinante e contraddittoria proprio come la città di Gotham.
Ra’s Al Ghul vuole infatti radere al suolo la metropoli per la sua natura luciferina fagogitata ormai da decenni dalla malavita e dalla corruzione che non può più professarsi faro della civiltà occidentale, di conseguenza per il bene dell’umanità bisognerebbe epurarla dal male come tante altre città gloriose del passato cadute poi in disgrazia per colpa dei vizi e dei peccati dell’uomo.
In antitesi a questa logica malthusiana e darwinista, si contrappone la speranzosa e lucente moralità di Bruce Wayne, che invece ripone ancora fiducia nelle brave persone della città e nella loro lotta al crimine attraverso le vie della legalità, ma che necessitano di un giustiziere al di sopra di ogni legge perché questo possa incarnare un simbolo potente e speranzoso che ispiri la gente comune ad agire contro i soprusi delle cosche mafiose che dominano tutta la città.

 

 

Nella seconda parte del film infatti, entrano in gioco queste suggestive logiche contrapposte dove Nolan le inserisce egregiamente in un universo metropolitano con tinte noir molto marcate dove la decadenza, la sporcizia, la povertà, la crisi economica, la corruzione, la criminalità, le ingiustizie, la violenza sono all’ordine del giorno e plasmano il complesso ecosistema urbano di una società occidentale alla deriva e sull’orlo del baratro.
In questo scenario degradante e molto fedele alla nostra realtà, il miliardario Bruce Wayne rinato dopo il suo viaggio spirituale e marziale, si inserisce perfettamente come benefattore e beniamino playboy della metropoli, ricucendo le fratture provocate da anni di strapotere della malavita seguendo l’esempio filantropico dei suoi genitori, mentre di notte può gettare via la sua maschera ironica e carismatica per dare sfogo alla sua vera natura ovvero quella di un uomo introverso votato nella sua ossessiva crociata contro la criminalità di Gotham, seguendo però un codice morale nobile, incorruttibile, tenace, ferreo e votato ad incutere paura e timore ai criminali di tutta la città

 

 

In questa sue folli avventure notturne non può che originarsi uno stress psicologico non da poco conto, infatti subentra nel corso della seconda parte della pellicola l’altra figura paterna necessaria per bilanciare l’oscurità del crociato incappucciato, ovvero quella adottiva del fedele maggiordomo Alfred, voce della coscienza e braccio destro del protagonista fondamentale per tenere viva la lucidità e l’umanità dei due alter ego, oltre che ad aiutarli nelle loro indagini sia diurne che notturne.
Le figure paterne assumono dunque un significato molto importante all’interno della trilogia su cui il regista britannico costruisce un discorso molto profondo in quanto fondative per l’evoluzione del complesso di Bruce, sottolineando tutte le loro virtù e le loro problematicità per l’evolversi degli eventi che poi porteranno Batman stesso a diventare padre, custode, protettore della città di Gotham in cui i suoi cittadini diventeranno per lui formalmente i suoi figli adottivi da tutelare ed educare contro il male incombente della criminalità. 
Le complessità genitoriali verranno successivamente riprese anche in The PrestigeInception Interstellar che infatti costituiscono una componente emotiva e drammaturgica fondamentale per la risoluzione degli eventi, immersi quest’ultimi come sempre in un mondo freddo, razionale, ed opprimente.
La figura che assume Rachel, amica fidata ed interesse romantico di Bruce, costituisce dunque in questo ambiente cittadino cupo e decadente, il giusto riscatto sociale per il tormentato supereroe notturno desideroso comunque di vivere una vita romantica e felice con la sua presumibile anima gemella, ma che purtroppo non può ottenere per via del sacrificio di indossare una maschera che gli nega ogni possibile legame sentimentale, accettando così il suo ruolo di madrina di Gotham in quanto faro di una giustizia pura e scevra dall’oscurità giustizialista del cavaliere oscuro.

 

 

L’introspezione che viene riservata ad ogni membro del cast è dunque notevole e piena di significati che servono per delineare al meglio il nuovo corso del nuovo universo batmaniano immerso in una narrazione noir/thriller introspettiva ed investigativa atipiche per il cinefumetto, costruendo così quelle famose atmosfere dark che poi verranno scimmiottate malamente in futuro da altri prodotti DC che ovviamente non comprenderanno la costruzione teorica nolaniana votata chiaramente alla contaminazione dei generi e ad un rilettura cinematografica e non dogmatica del fumetto.

 

Batman Begins | Unwinnable

 

Le uniche pecche di questo primo capitolo, che è di fatto una splendida avventura supereroistica in chiave similmente realistica, a mio avviso è imputabile alla gestione dei due villain che nonostante siano entrambi ben caratterizzati, non spiccano di una particolare spettacolarità e letalità all’interno della pellicola, dove chiaramente lo Spaventapasseri è messo in secondo piano in favore di Ra’s Al Ghul, quando in realtà avrebbe dovuto ricoprire un ruolo primario per le sue incredibili potenzialità nel testare le paure di Batman grazie ai suoi gas letali che provocano allucinazioni traumatizzanti alle vittime esposte ai suoi diabolici marchingegni gassosi.
Il noto nemico numero due dell’uomo pipistrello viene dunque relegato ad un mero ingranaggio all’interno del piano diabolico dello spietato leader della Setta delle ombre, ritornando poi come cameo fisso per i prossimi due capitoli ma in ruoli di minore importanza.
La centralità di Ra’s al ghul rimane comunque filosoficamente coerente allo spirito di Batman Begins e funzionale ad avviare un discorso nel primo capitolo per poi concluderlo indirettamente nel terzo pagando il peso di essere meno “attrattivo” rispetto ai prossimi villain che verranno, ma ugualmente coerente per sfidare lo spirito e la paura del suo ex allievo, che alla fine lo batterà grazie alla sua forza di volontà emancipandosi dall’arroganza del maestro e diventando un nuovo simbolo di speranza per combattere il male di Gotham dalle forze oscurantiste votate al caos e alla distruzione.

 

Batman Begins - Josh Hartnett spiega perché rifiutò il ruolo di Cavaliere  Oscuro

Batman Begins writer debunks Ra's al Ghul fan theory

 

Insomma, Christopher Nolan compie un piccolo miracolo da un’operazione palesemente commerciale, riuscendo ad imporre la sua visione autoriale sul genere cinefumettistico cambiandolo drasticamente nella sua monotona semplicità e discostandosi parecchio dalle versioni precedenti batmaniane, sottolineando però un senso di continuità/discontinuità con il titolo dell’ultimo capitolo burtoniano “Batman returns” che diventa in questo fresco e appassionante reboot “Batman Begins”, ovvero un nuovo inizio non solo per una nuova trasposizione autoriale del cavaliere oscuro, ma anche per il filone cinecomic che nei primi anni 2000 vide il suo massimo splendore cinematografico con la trinità Raimi-Singer-Nolan

 

Un periodo che ormai non ritornerà più e che si fa sempre più lontano, ed è per questo che mi sento di premiare lo sforzo artistico di queste produzioni milionarie che sono riuscite a coniugare l’intrattenimento puro con una vena autoriale personale e mai banale.

 

Voto 9-

 

 

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Ultimi commenti

  1. DeathCross
    di DeathCross

    Stamane ho rivisto (in inglese, per la credo prima volta) il film e così ho pensato di leggere anche la tua recensione, che ho trovato molto interessante e ricca di spunti, anche se personalmente continuo a ritenere "Batman Begins" sì un buon cinecomic ma non "straordinario".
    Sulla prima parte, comunque, la penso come te. L'uso di una struttura non lineare, con tanto di flashback (e addirittura flashback interni a flashback) e sequenze in parallelo (l'allenamento con Ra's al Ghul), fa sentire la Mano di Nolan, insieme ad una visione decisamente problematica e non manichea del Mondo: qua Bruce Wayne non è, obiettivamente, un "mezzo fascio" in stile Miller fanatico della tolleranza zero ma, pur credendo in un ideali (per me) "giustizialisti", riesce a capire che le punizioni vendicative non portino ad un cambiamento positivo della società. Inoltre si mostra come il divario enorme tra ricchi e poveri spinga questi ultimi alla criminalità, e la corruzione sistematica delle istituzioni aggrava la situazione.
    Nella seconda parte, però, gli spunti di riflessione sociale e psicologica vengono messi (o così a me pare) in secondo piano in favore della narrazione action (e fantascientifica, anche se si cerca di sottolineare la parte scientifica del termine), e in diversi momenti si assiste a dei cliché (come le frasi "importanti" ripetute in momenti e da persone diverse per sottolineare determinati concetti).
    Comunque resta un buon film, importante punto di partenza per quel che poi sarà la vera "rivoluzione" (nel bene e nel male) del CInecomic contemporaneo, ovvero "The Dark Knight":
    Complimenti ancora per la recensione: ci si legge presto!

    1. CineNihilist
      di CineNihilist

      Ciao Death, che piacere sentire la tua opinione anche su questo "cinecomic" abbastanza particolare. Sostanzialmente concordo con te, è un buon cinecomic che io ho "elevato" perché comunque ricco di spunti e di riletture molto profonde sull'uomo pipistrello che si discosta dalla logica "fumettosa", "giocosa" e "gotica" delle precedenti trasposizioni batmaniane. Ho premiato dunque la forza, la differenziazione, la versatilità di Nolan nel reinterpretare il materiale fumettistico di partenza, che qui confeziona il suo risultato più "debole" e non privo di difetti a mio parere all'interno della trilogia (per questo il 9-).

      Essendo appassionato (o almeno lo ero) di supereroi, riesco quindi a soprassedere su certe derive ideologiche che tu stesso affermi, anche se alla fine la figura di Batman non passa affatto per il "classico fascista vendicativo reazionario superuomo che pesta i criminali", anche perché Nolan costruisce un'identità psicologica ben approfondita tra introversione diurna ed estroversione notturna. Le sfaccettature dunque ci sono e il cast serve a sviluppare la personalità del supereroe che non guarda alla mera vendetta, ma ad un simbolismo in grado di cambiare in meglio l'umanità, qui rappresentata dal sottobosco urbano di Gotham City che è molto importante all'interno delle tematiche trattate nella trilogia del Cavaliere Oscuro.

      La seconda parte concordo con te che sia molto più "action" e "semplicistica" perché deve entrare in azione l'eroe, però il difetto maggiore non l'ho trovato tanto in questo, ma nella centralità ad un certo punto di Ra's al Ghul in sfavore dello Spaventapasseri, che era molto più attraente e sfaccettato come possibile cattivo principale.
      Per il resto il passaggio da "mistico-filosofico" a quello "noir-thriller-(fanta)scientifico" non l'ho trovato così fastidioso, anzi, fa ben vedere le due visioni del mondo dei due contendenti per le chiavi di Gotham City.
      La "misticità filosofeggiante" poi ritornerà nel terzo capitolo con ben altre sfumature.

      Comunque mi fa molto piacere sapere il tuo punto di vista "politico" e "cinematografico" sul film, e non vedo l'ora di sentire la tua sull'anarchismo di "The Dark Knight" e sulla connotazione reazionaria di "The Dark Knight Rises".
      Io per questi mondi supereroistici ho sempre avuto una certa "morbidezza" nel giudicarli politicamente a parte per gli X-men. Sta di fatto che riflessioni sociopolitiche sono indubbiamente stimolanti e arricchiscono il dibattito già molto denso.

      Ancora grazie per il tuo preziosissimo ed interessante contributo e alla prossima recensione nolaniana!

      Domani pubblicherò quella di The Prestige :D

    2. DeathCross
      di DeathCross

      Diciamo che, almeno per questo primo capitolo nolaniano, "rimangio" la percezione che Batman sia un fascista: è comunque un giustizialista (e un vigilante) ma, come ho detto, qua si mostra come il contesto crei la criminalità. "Batman Returns" di Burton, con un'apparenza più leggera e "fumettosa", secondo me diceva la stessa cosa in modo più brillante, ma questo è un altro discorso.
      Riguardo alla seconda parte, a me non dà fastidio il passaggio «da "mistico-filosofico" a quello "noir-thriller-(fanta)scientifico"» quanto la preponderanza dell'azione rispetto all'evoluzione caratteriale e ideologica di Wayne, che invece rende estremamente interessante la prima parte. Però anche la predilezione per Ra's al Ghul (con "colpo di scena") rispetto a Scarecrow, come fa notare la tua recensione (e personalmente credo di non averci fatto caso prima di oggi), è un altro punto che indebolisce la seconda parte, anche perché Crane (oltre ad essere interpretato stupendamente da Cillian Murphy) creava spunti molto interessanti sulla corruzione e sulla psichiatria, ma invece il suo personaggio viene "piegato" a ruolo di "spalla" della League of Shadows.

      Grazie a te per aver lanciato questi stimoli, e a presto con le prossime recensioni nolaniane. :)

    3. CineNihilist
      di CineNihilist

      Batman Returns concordo che sia superiore a Batman Begins, anche per come si incastra alla poetica burtoniana che è molto interessante dove i villain sono i "buoni" e vengono giustificati nelle loro crudeltà.

      Sulla seconda parte concordo che ci siano delle "superficialità" che a me non hanno dato fastidio, ma che ammetto rispetto a "The Dark Knight" perdono parecchi punti. Ho trovato infatti molto più solidi i primi capitoli di X-men e Spider-man nella famosa trinità "autoriale".
      Scarecrow poteva avere un ruolo molto più intrigante nello psicanalizzare il putridume di Gotham City e le paure di Batman, ma pazienza, al massimo verrà sfruttato meglio nel nuovo reboot targato Matt Reeves.

      Come sempre le nostre discussioni portano sempre spunti molto interessanti alle rispettive recensioni, spero di poter ricambiare nel breve periodo con Miike (e aggiungo anche Kubrick visto che ho finito da poco la sua filmografia :D).

    4. DeathCross
      di DeathCross

      In "Batman Returns" Catwoman e soprattutto Penguin non sono propriamente buoni ma dei Freaks per cui Burton prova evidente simpatia, mentre il cattivo vero è l'industriale Shreck (e non credo sia un caso che tale personaggio sia stato inventato apposta per il Film).

      Tornando a "Begins", neanche a me alla fin fine dà troppo fastidio la "superficialità" della seconda parte ma, a parer mio, ci si concentra lì quasi solo sull'intrattenimento, mentre la prima parte dà spunti di riflessione anche esterni alla pellicola.

      Anche io apprezzo queste discussioni, ovunque nascano. Son contento che tu abbia completato la Filmografia di Kubrick: non vedo l'ora di sentire cosa hai da dire a riguardo. :)

    5. CineNihilist
      di CineNihilist

      Sì intendevo freaks per "buoni", non sono stato chiaro nel mio ragionamento implicito :D
      Comunque sì, il focus "positivista" sui reietti è sicuramente l'aspetto più interessante del film insieme al suo messaggio sociale anti-capitalista. Il finale è amaro e purtroppo il terzo capitolo non l'abbiamo potuto vedere nascere ;(

      Su Begins direi che abbiamo sviscerato ogni possibile sottotesto/ riflessione e di questo ti ringrazio per l'interessantissima discussione :D

      Questo weekend leggerò la tua su Kubrick sperando di suscitare le medesime discussioni stimolanti fatte qua sotto.

      Alla prossima recensione Death!

      PS: Scusa per il ritardo nel risponderti ma non avevo proprio visto la notifica!

    6. DeathCross
      di DeathCross

      Nessun problema per il ritardo (anch'io ti rispondo solo ora, perché in serata ero via).
      Comunque anche per me è un peccato che Burton non abbia diretto il terzo Batman, ma il pubblico era rimasto credo troppo sconcertato dalla "deriva freak" (e poco supereroistica) di Return.

  2. (spopola) 1726792
    di (spopola) 1726792

    Ciao Cine io mi riservo di scriverti quando avrò letto la tua recensione anche sugli altri due tasselli di bella trilogia che sai che è piaciuta molto anche a me.- Intanto goditi il momento magico di questa altrettanto interessante discussione con @DeathCross

    1. CineNihilist
      di CineNihilist

      Grazie carissimo spopola per la tua pazienza e passione con cui segui queste mie "avventure magiche" che mi fanno sentire meno solo!

      Non vedo l'ora di sapere la tua opinione sulla trilogia anche per via delle tue "crisi interiori" collegate all'uscita dei rispettivi film :)

      Sei una forza della natura e un grande amico "cinefilo", ti stimo e aspetterò con pazienza il tuo futuro "saggio breve" sui miei umili scritti ;)

      Alla prossima recensione, ossia "The Dark Knight" o come direbbe il simpatico superficie213 " Cavaliere all'oscuro" :D

  3. Utente rimosso (bufera)
    di Utente rimosso (bufera)

    Arrivo tardi ma devo dirti che pur avendo visto e rivisto questi film , e avendo tutti i dvd ,leggendo le tue recensioni scopro degli aspetti che non avevo notato,anche perchè credo di non averli recensi,CiaoCine!

    1. CineNihilist
      di CineNihilist

      Non ti preoccupare per il ritardo bufera, io stesso commento dopo anni alcune recensioni vecchissime ;)
      E poi è sempre rinfrescante ed appagante riaccendere aree di discussione passate :D

      Mi fa molto piacere che i miei umili scritti ti diano dettagli in più su ciò che avevi già visto e spero con questa mia piccola rubrica su Nolan di offrirti sempre una visione personale e completa :)

      Alla prossima recensione bufera :-)

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati