Regia di Woody Allen vedi scheda film
A un certo punto, mi era venuta la tentazione di scrivere l'ennesima opinione negativa (per quanto mi riguarda) su un film recente di Woody Allen, in quanto anche Match Point fuoriesce dai canoni di quello che è e resta, almeno secondo me, il miglior cinema alleniano, quello degli anni settanta e ottanta, quello che ha condotto questo umorista nativo del Bronx all'empireo della settima arte.
E invece mi rendo conto che è comunque ingeneroso pretendere che un cineasta resti sempre uguale a sé stesso: è, in ogni caso, naturale e probabilmente anche connaturato all'essenza dell'artista l'istinto di cercare nuovi modi di esprimersi, nuovi argomenti da affrontare, nuove angolature da cui guardare la vita. Talvolta - ma non so se sia questo il caso - l'artista si riserva anche il piacere di stupire il proprio pubblico.
E quindi mi sembra corretto guardare e giudicare il film scevri da giudizi e pregiudizi sull'autore, sulla sua storia personale ed artistica e il più possibile liberi, anche, dalle aspettative create da un nome scritto sul cartellone.
Senza dilungarmi troppo su un film sul quale è già stato detto molto, devo ammettere che, nel senso di cui parlavo prima, Match Point è un film ben fatto, avvincente, godibile e che, diversamente da altri lavori recenti di Allen, ha una propria ragion d'essere, che non sia la pura compulsione del regista ad affermare sé stesso attraverso l'attività meccanica del pensare un film, scrivere una sceneggiatura e dirigere gli attori sul set.
Non ci sono commenti.
Ultimi commenti Segui questa conversazione
Commenta