Regia di Pedro Almodóvar vedi scheda film
La cantante di flamenco Yolanda (Cristina Sanchez Pascual), dopo la morte per overdose del proprio ragazzo si rifugia in un convento di suore piuttosto 'particolare': c'è la Madre Superiora (Julieta Serrano) che si innamora di lei, suor Perduta (Carmen Maura) che si prende cura di una tigre, suor Maltrattata da tutti (Chus Lampreave) che scrive romanzi erotici sotto pseudonimo, suor Vipera (Lina Canalejas) e infine suor Squallida (Marisa Paredes) che cucina pietanze immangiabili che, spesso e volentieri, 'condisce' con droghe.
Yolanda, alla fine, se ne andrà, lasciando la madre Superiora sgomenta e sola.
La scheda indica la durata di 115', ma la versione che circola da anni in tele non arriva nemmeno ai 90': i ripetuti tagli censori attenuano di molto la carica eversiva del terzo lungometraggio di Almodovar, rendendo anchesì oscuri certi passaggi da una scena all'altra; questo, in aggiunta ad un doppiaggio che oltre a stravolgere molti dialoghi non rende giustizia al lavoro del regista con e sugli attori, molti dei quali ricorrenti nella sua filmografia.
Non è facile, con queste premesse, giudicare 'Entre tinieblas': per quel che ne resta sembra un lavoro ancora non del tutto maturo dell'autore spagnolo, che indugia tra il grottesco ed il mélo, con qualche passaggio volutamente kitsch, come ad esempio il miniconcerto di commiato di Yolanda, accompagnata dallo sgangherato coro delle tre suore.
Se per quanto riguarda la componente anticlericale l'emulo di Almodovar è certamente Bunuel, mitigata in parte dalla censura ed in parte dall'affetto che il manchego nutre nei confronti dei suoi personaggi, visti semplicemente come dei peccatori che meritano il perdono, per quella mélo molti hanno parlato di Douglas Sirk, ma io lo vedo più vicino a un altro dei suoi modelli, vale a dire il tedesco Fassbinder.
Voto: 6,5.
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