Regia di Mamoru Oshii vedi scheda film
Al primo impatto il film mostra affinità con la serie Matrix. Andando avanti nella visione, però, appare evidente che la somiglianza si limita alla sovrapposizione di mondi con difficoltà di distinguere tra quello reale e quelli creati dal computer. La trama mi è parsa semplice e poco interessante: nel solito mondo del futuro, senza bellezza e prospettive, l'unica fonte di svago ed occasione di guadagno è la partecipazione al gioco Avalon, in realtà virtuale. Una giocatrice solitaria, molto brava, apprende l'esistenza di un livello di gioco superiore a quello più alto conosciuto, e, alla ricerca del leader della sua precedente squadra, cerca di raggiungerlo. Guidata da un personaggio misterioso, riesce ad accedervi, scoprendo che questo livello di gioco è il nostro mondo. L'interpretazione della conclusione è lasciata allo spettatore. E' il computer che crea un passato ormai perso, impegnando a fondo le proprie risorse per ottenere il massimo della verosimiglianza ? E se tutti noi fossimo inconsapevoli giocatori che hanno raggiunto questo livello ? Questa vicenda, relativamente semplice, occupa più di cento minuti di film. Il ritmo è estremamente lento, molte sequenze si ripetono, i tempi morti abbondano, il regista si sofferma su elementi poco funzionali alla storia - la sequenza in cui la protagonista prepara la pappa al suo bracco, che poi inspiegabilmente sparisce; il lento masticare di un personaggio secondario seduto a tavola. I colori sono smorti, cupi; si risolvono, per buona parte del film in scale di grigi e varie tonalità di giallo. Il pieno colore è visibile solo a fine film, nelle sequenze ambientate nella "realtà". Gli ambienti ricostruiti sono pienamente allineati con l'atmosfera del film. Stanze in penombra, strade buie, decrepite apparecchiature informatiche. Le poche sequenze del gioco mostrano un minimo di azione, e sono ambientate tra mezzi bellici della seconda metà del '900 e rovine industriali, con qualche richiamo steampunk. La colonna sonora si sposa perfettamente con quest'atmosfera. Non metto in dubbio che ritmi e scene siano il frutto di precise scelte stilistiche, ma a me il tutto non è piaciuto. Ho trovato il film veramente indigesto, troppo lento nonchè minato da una trama insipida.
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