Regia di Satoshi Kon vedi scheda film
A seguito della demolizione dei Ginei Studios, il giornalista Genya e il suo giovane cameraman si dirigono presso l'abitazione di Chiyoko Fujiwara, una ex stella del cinema degli anni Cinquanta di cui lo stesso intervistatore è un grandissimo fan.
Accolti dalla sua domestica, i due vengono fatti accomodare davanti ad una tazza di tè e, dopo aver restituito alla legittima proprietaria (Chiyoko) una chiave che Genya aveva trovato sul set, si immergono nei ricordi della vita dell'attrice. Sin da subito, però, il racconto prende pieghe inaspettate, e il giornalista nota immediatamente che alcuni passaggi richiamano fortemente i film a cui Chiyoko ha partecipato come protagonista. La chiave che le è stata restituita, infatti, appartiene ad un uomo fuggito in Manciuria (la trama del suo primo film), il quale è ricercato dalla polizia a causa delle sue posizioni contro il regime.
L'intreccio per la ricerca dell'uomo, con cui Chiyoko ha parlato soltanto una volta, si mescola completamente alle scenografie e ai personaggi delle pellicole. I singoli frammenti di scene, però, seguono tutte un filo conduttore unico: l'inseguimento di questa figura misteriosa per restituirgli la chiave che ha perso. Alla fine, nonostante i continui salti fra un film all'altro, è come se si seguisse una sola storia, ovvero la vita dell'attrice. Il coinvolgimento è tale che lo stesso Genya, ad un certo punto, diventa egli stesso un personaggio, che appare come deus ex machina per togliere Chiyoko fuori dai guai e sacrifica la sua vita per amore.
L'unico personaggio che si rende conto dell'improbabilità del mosaico è il cameraman, la razionalità, che, dopo molte perplessità, decide anche lui di immergersi nella storia e di lasciarsi trascinare dalle emozioni del racconto. Dopotutto, l'arte è finzione, e agli spettatori viene solo chiesto di fidarsi.
Qual è la vera trama di ogni singolo film? Quanto è vero e quali eventi appartengono effettivamente ai ricordi di Chiyoko? L'uomo a cui deve restituire la chiave, non è altro che un personaggio o è esistito davvero? Lo scenario di distruzione, di bombardamenti e di inquisizione è solo la scenografia di una pellicola?
Un bellissimo film sul cinema, ma soprattutto sulla vita, e sulla ricerca incessante di darle un significato. Un racconto sulle cose che finiscono, come il periodo di attività dei Ginei Studios (per l'appunto, demoliti nella prima scena della pellicola) e come la vita stessa, ma che tramite l'arte ed i ricordi possono continuare a vivere.
Nella caratterizzazione dei personaggi ci sono molti riferimenti anche al precedente che ho guardato, Perfect Blue, in particolar modo nel rapporto fra Chiyoko e le persone che le stanno attorno. Rimu riprende vita nella gelosa Eiko, e l'ossessione per gli idoli, invece, è rappresentata dallo stesso Genya.
Non ci sono commenti.
Ultimi commenti Segui questa conversazione
Commenta