Regia di Jacques Deray vedi scheda film
L’ispettore Borniche riceve l’incarico di catturare Émile Buisson, un pericoloso evaso che ha ripreso a delinquere appena tornato in libertà. Polar gradevolmente manierato, basato su personaggi realmente esistiti (Buisson venne ghigliottinato nel 1956), senza scosse né sorprese ma con tutti gli ingredienti giusti. Anzi, direi che il suo punto di forza è lo spazio dedicato ad attività routinarie: appostamenti, pedinamenti, interrogatori, ricerche in archivio, stesura di rapporti, tutto mostrato senza prolissità e senza far calare la tensione. Luoghi e personaggi sono quelli che conosciamo bene: locali fumosi e strade infide, dove si muove un sottobosco umano di informatori, papponi e altri personaggi equivoci; topico anche l’antagonismo fra il poliziotto e il suo superiore, sempre attento agli umori dell’opinione pubblica. Delon e Trintignant, palesemente intercambiabili, animano un lungo confronto a distanza: non si vedono mai insieme nella stessa scena fino al sottofinale nella locanda dove scatta la trappola; forse risultano un po’ troppo concilianti i loro successivi colloqui, raccontati in voce off.
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