Regia di Bertrand Tavernier vedi scheda film
Terzo film di Tavernier e senza dubbio tra i suoi migliori, "Il giudice e l'assassino" si segnala per l'ottima ricostruzione storica e per la caratterizzazione dei protagonisti. Il giudice interpretato da Noiret è un ambizioso e pur di riuscire ad ottenere la Legion d'onore riesce a farsi amico il folle Bouvier e lo induce a confessare i suoi orrendi crimini. Molto ci sarebbe da dire su questa opera: innanzitutto sui legami con il cinema francese di qualità (la sceneggiatura è firmata da Jean Aurenche e Pierre Bost, due nomi di punta negli anni '50 e '60) e con la letteratura di fine '800 (più volte viene citato Zola). Vi è poi tutto un discorso di denuncia sociale che include la critica sia nei confronti della pena di morte che delle istituzioni (Bouvier è matto ma non è stato aiutato ad uscire dalla sua follia). Il film è infine impreziosito dalla bravura dei due protagonisti: oltre a Noiret un particolare elogio va a Michel Galabru, grande attore che prima di allora lo si conosceva solo per le sua bravura di comico (spesso ha fatto da spalla a Louis de Funes) e che qui si segnala per le sue doti drammatiche. Notevoli anche le musiche di Philippe Sarde ed in particolar modo le canzoni popolari.
Alla fine dell' 800, un ex sergente, Bouvier, a seguito di un tentativo di suicidio per amore, stupra ed uccide dei ragazzi. Colto sul fatto confesserà i suoi omicidi al giudice Rousseau e verrà condannato a morte.
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