Agli inizi del Novecento, in Svezia, un gruppo di circensi girovaghi. Alberto, il direttore, subisce le gelosie della cavallerizza Anne, la sua amante, e al contempo il rifiuto di sua moglie, Agda. Nel frattempo il clown Frost ha un'avventura con Anne che lo porta ad avere violenti diverbi con il direttore. Alberto, disperato, non sarà nemmeno in grado di togliersi la vita.
Note
Ingmar Bergman mostra un'umanità che non è in grado di reggere nemmeno le situazioni quotidiane: gretta, infida e disillusa, che si trascina di paese in paese senza mai essere in grado di superare la dimensione superficiale. È la messa in scena che, al contrario, evidenzia i baratri interiori che i personaggi non affrontano.
La struttura dell'opera, intelligente e controllata, è solidamente debitrice nei richiami formali alla corrente dell’espressionismo. Non è ancora il Bergman sublime delle opere della sua maturità ma ci si avvicina molto con sequenze davvero memorabili come la stupenda conclusione nella stalla e il successivo incontro con l'amante ritrovata.
Una vampata d'amore è del 1953 (anteriore quindi alle opere della maturità) eppure già con questo film il regista riesce a raggiungere (e a trasmettere) attraverso un sottile gioco di rimandi, un pathos elevatissimo, grazie al rigore formale, alle qualità stilistiche del racconto, all'uso sapiente della macchina da presa, fra improvvise intuizioni poetiche e profonde… leggi tutto
Uno dei rari tratti d'unione fra due Maestri del cinema mondiale come Bergman e Fellini, così differenti eppure amici e profondi ammiratori l'uno dell'altro, è notoriamente il circo. Soltanto una manciata di mesi prima dell'uscita de La strada del regista riminese, ovvero il suo primo approccio alla realtà circense, ecco che il collega svedese propone questo Una vampata d'amore, lavoro che… leggi tutto
Amo il Teatro, che a modesti livelli ho anche fatto, e trovarlo a volte abbinato all'altro piacere del Cinema mi da una grande gioia.
Questa passione, senz'altro condivisa da molti, mi ha portato a scegliere una…
Di seguito la playlist con le ultime visioni del 2020, tra cortometraggi serie Tv e film.
Gli anni passano ma mi soprendo ancora di come sia capace di passare da registi come Bergman o Herzog alle commedie italiane…
In un circo, il direttore Albert (Ake Gronberg), uomo di mezz'età, ha una relazione turbolenta con Anna (Harriet Andersson) ma, approfittandone del passaggio del carrozzone dalle parti della sua città, va a trovare la ex moglie Agda (Annika Tretow) per cercare di riconciliarsi però viene respinto; nel frattempo Anna giunge nel teatro locale dove conosce il vanitoso attore…
Moira Orfei è morta ieri, artista circense che ha fatto della sua bizzarra immagine, un' icona unica e inconfondibile, con quei suoi capelli corvini raccolti in alto in una crocchia, il trucco pesante da artista…
Gli artisti di un misero circo arrivano in una cittadina e cominciano a preparare lo spettacolo serale fra mille difficoltà: i costumi sono stati barattati con un po’ di cibo, l’impresario teatrale a cui vanno a chiederne altri in prestito li umilia, la polizia proibisce di far pubblicità nella piazza del mercato. Il direttore e la giovane cavallerizza sua amante si tradiscono a vicenda:…
Con questo ed altri film dei primi anni 50, Bergman fa le prove generali per i suoi futuri capolavori, dopo una prima fase (fine anni 40) di apprendistato, fra gli estremi del nascente neorealismo e del consolidato espressionismo. "Vampata d'amore" è già un grande film: dei capisaldi bergmaniani degli anni successivi manca solo la compattezza e la tensione dialettica, non certo la lucidità di…
Il personaggio realmente tragico o autenticamente comico è quello che, non avendo teatro né costume, è costretto a interpretare la propria parte lontano dalle scene, nel mondo vero, senza un pubblico che, mentre ride o piange, possa ammirarne la bravura. L’attore non commuove e il clown non diverte fuori dal proprio ambiente naturale, ed entrambi fanno…
Questa vuole essere semplicemente una specie di “comunicazione di servizio” per mettere in evidenza la lodevole opera divulgativa che sta facendo da tempo la RHV. L’occasione è propizia (cade a…
Il film che meglio incarna il pessimismo cosmico bergmaniano. Dove si contemplano la via crucis e le umiliazioni lavorative ed amorose di un direttore del circo e della sua amante. Al protagonista della “serata del saltimbanco” (così suonerebbe, letteralmente, il titolo originale) non è dato altro che una reazione, destinata a risolversi in un patetico pestaggio, che…
Materia oscura per eccellenza, deviazione dall'altro. Il tradimento è maschera, è vigliaccheria, è doppiezza. E spesso, quanto più è atroce, tanto più è spettacolare. Proviamo allora a metterli in fila tutti…
Comico e triste, ambiguamente grottesco il clown è una figura bizzarra della cultura popolare. Una specie di kamikaze dell'ego che sfida tabù e convenzioni trattandoli allo stesso modo indossando un travestimento…
Uno dei rari tratti d'unione fra due Maestri del cinema mondiale come Bergman e Fellini, così differenti eppure amici e profondi ammiratori l'uno dell'altro, è notoriamente il circo. Soltanto una manciata di mesi prima dell'uscita de La strada del regista riminese, ovvero il suo primo approccio alla realtà circense, ecco che il collega svedese propone questo Una vampata d'amore, lavoro che…
Uno dei primi film importanti di Bergman, ambientato all'inizio del Novecento fra i membri di una troupe ambulante di un circo. Film molto cupo e disperato, con sequenze di umiliazione fisica piuttosto crude e situazioni esasperate che alcuni hanno ritenuto un pò eccessive. Visivamente raffinatissimo, con atmosfere caratterizzate da uno stile barocco ed espressionista (e infatti…
Ne ho viste e lette tante sulla Loren, ma ieri sera in diretta aver visto e sentito quello che ho sentito e visto a LA 7, è davvero inammisibile. Lo so, vado controcorrente in questo argomento, ma eppure basterebbe …
Non ci sono nick associati al tuo profilo Facebook, ma c'è un nick con lo stesso indirizzo email: abbiamo mandato un memo con i dati per fare login. Puoi collegare il tuo nick FilmTv.it col profilo Facebook dalla tua home page personale.
Non ci sono nick associati al tuo profilo Facebook? Vuoi registrarti ora? Ci vorranno pochi istanti. Ok
Commenti (2) vedi tutti
La struttura dell'opera, intelligente e controllata, è solidamente debitrice nei richiami formali alla corrente dell’espressionismo. Non è ancora il Bergman sublime delle opere della sua maturità ma ci si avvicina molto con sequenze davvero memorabili come la stupenda conclusione nella stalla e il successivo incontro con l'amante ritrovata.
leggi la recensione completa di (spopola) 1726792La libertà è un cancro all'anima che ti uccide lentamente ma che non puoi o non vuoi estirpare.
commento di michel