Regia di George Stevens vedi scheda film
Tra uno sparo e l'altro per colpire il bersaglio e stupire il pubblico, finiscono per colpirsi anche al cuore. Ma con la freccia.
Un po' di western, un po' di amore, un po' di spettacolo, un po' di dramma, un po' di umorismo... ingredienti semplici ma ben dosati in questa pellicola del quasi mai deludente George Stevens. Anche il fatto che questi elementi convivano senza problemi in un'unica opera è già un punto a favore del film.
L'insieme non è eccelso, ma è scorrevole e gradevole, come pure è piacevole la sensazione che lascia dopo la visione. Stevens riesce anche nell'impresa di prendere bonariamente in giro il capo indiano senza offendere i pellerossa. Anzi, gli unici a fare proprio una brutta figura sono alcuni bianchi ottusi e vendicativi.
Barbara Stanwyck è tutta da vedere, sia vestita con abiti da donna, che con vestiti maschili o quasi. L'attrice aveva, oltre alla bravura recitativa, quello che si dice presenza scenica, la quale è una dote che giova in tutti i contesti. Quanto al suo personaggio, parlerei di donna un po' mascolina per quanto riguarda l'attitudine al tiro al bersaglio, ma per niente femminista per il modo di vivere il rapporto con l'uomo che ama, e sul quale non desidera in alcun modo prevalere.
Gli unici che a Hollywood sapevano cucinare operine modeste ma gradevoli, con dentro un po' di tutto, erano Howard Hawks e il presente George Stevens. Altri non mi vengono in mente.
Il doppiaggio risale, credo, agli anni '70, ma è fatto bene.
Non ci sono commenti.
Ultimi commenti Segui questa conversazione
Commenta