Regia di Paul Riche (Jean Mamy) vedi scheda film
La Massoneria vista dai collaborazionisti di Vichy... Un film "sontuosamente" falsissimo!!!
Ad un giovane politico francese, onesto e idealista, viene proposto di entrare nella Massoneria. Lui accetta per curiosità, l'obiettivo della loggia è controllare i suoi interventi e cercare di cambiare il suo pensiero... Il film si apre con la simbologia di un'enorme ragno con l'effige massonica del compasso e, subito dopo, viene mostrata la parte del globo terrestre controllata dalla massoneria ebraica. Opera suggestiva nella messa in scena, narrativamente debole (la parte centrale con gli sviluppi degli affari massonici durante il secondo conflitto mondiale è troppo veloce e non del tutto comprensibile) e ideologicamente becera (secondo quanto afferma il film la Massoneria avrebbe spinto la Francia ad entrare in guerra contro la Germania, che aveva "onesti" diritti di predominio sull'Europa). Il regista, ex massone (quindi credibile almeno sul piano dei riti di iniziazione ma ipocrita per quanto riguarda tutto il resto) e collaborazionista di Vichy in qualità di giornalista ed autore di testi e film (infatti la sua pellicola, antimassonica e antisemita, fu prodotta dai nazisti, fortemente interessati a divulgarne la becera morale) fu processato, alla fine del secondo dopoguerra, per crimini di guerra e giustiziato nel 1949. Il suo film rimane importante come documento storico di opera di propaganda (come del resto quasi tutta la filmografia nazista tecnicamente sontuosa) ma pericoloso per il suo contenuto globale (falsissimo!).
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