Regia di Nunzio Malasomma vedi scheda film
Uno degli ultimi lavori di Malasomma, classe 1894, che fu regista essenzialmente di commedie leggere e, durante il fascismo, esponente del cinema dei cosiddetti 'telefoni bianchi'. Qui scrive anche la storia, insieme ad Alfredo Angeli, Giuseppe Mariani ed al più navigato Alessandro Continenza; è un prodottino leggero che dispone una buona serie di nomi di discreto o buon livello in ruoli secondari, affidando i tre ruoli principali ad altrettante attrici piuttosto anonime: Ingeborg Schoner, Isabelle Corey ed Eloisa Cianni. Ma attorno a loro si possono trovare Franco Fabrizi, Carlo Delle Piane, Mimmo Poli, Anita Durante, Roberto Risso, Nando Bruno, Giacomo Furia e - dulcis in fundo - Nino Manfredi, che non ha molto più che un paio di scene da girare (e qualche secondo prima della parola Fine). La vicenda può essere vista come un tentativo di scalata alla popolarità attraverso le pagine della cronaca nera, uno spunto cioè non privo di interesse, ma con un minimo di intraprendenza in più il soggetto si sarebbe potuto sviluppare senz'altro con maggiore efficacia: qui tutto rimane nell'ordine della macchietta e dell'innocuo, con uno svolgimento palesemente improntato verso i tarallucci e vino conclusivi. Collaboratori importanti, però, per quanto riguarda la fotografia (Tonino Delli Colli) e le musiche originali della colonna sonora, composte da Lelio Luttazzi. 3,5/10.
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