Regia di Antoine Fuqua vedi scheda film
Dopo i mediocri Costretti a uccidere e Bait-L’esca, e dopo lo splendido Training Day, Fuqua si tuffa nella giungla, per una vicenda di salvataggio, di generosità dell’esercito americano, che mette in pericolo i propri soldati per salvare delle vite umane (ogni riferimento all’attualità del passato prossimo è più che voluto, ci mancherebbe), nonostante gli ordini siano altri. L’occhio languoroso del tenente Willis deve scortare la permanente della dottoressa Bellucci fuori dalla Nigeria sotto assedio dittatoriale: ma lei pretende che si aggreghino anche i suoi pazienti. Cosa di questa storiella abbia interessato i coinvolti, è davvero un mistero dell’universo. Non ci è risparmiato nessuno stereotipo previsto e prevedibile, dai tramonti alla musicona (di Hans Zimmer e pensare che un tempo lo stimavamo), dalle sequenze-clou (la strage nel villaggio) ai cattivi-cattivi. L’attore americano recita soltanto con le pieghe degli occhi e della bocca (e non è un complimento); l’attrice italiana non fa altro che dire (almeno nella versione originale) «Tenchiu, Tenchiu for sevin mai laif», e quando corre in mezzo alle bombe e al fuoco dei colpi sparati, sembra che zampetti su un campo di uova. Infine, sono tutti buoni e capaci ed eroici, tranne, ovviamente, i cattivi-cattivi (appunto). Il peggio del peggio del peggio del blockbuster hollywoodiano contemporaneo.
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