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Le assaggiatrici

Regia di Silvio Soldini vedi scheda film

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alan smithee

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La recensione su Le assaggiatrici

di alan smithee
5 stelle

locandina

Le assaggiatrici (2025): locandina

AL CINEMA

"Possiamo arrivare ad augurarci di perdere la guerra?"

Sul finire del 1943, giunta a termine l'irresistibile espansione nazista in Europa, la giovane sposa Rosa è costretta a lasciare Berlino, assediata dai bombardamenti nemici, e, su consiglio del marito, impegnato sul fronte russo, si accinge a raggiungere il paese dei suoceri, ove rifugiarsi. Raggiunge la località tra difficoltà immani, percorsi a piedi estenuanti, e difficoltà a trovare di cui cibarsi, ma riesce finalmente a raggiungere gli, anziani genitori del consorte.

Già il giorno successivo una convocazione raggiunge la donna, speranzosa del fatto che le forniscano notizie aggiornate del marito.

Alma Hasun, Berit Vander, Kriemhild Hamann, Boris Aljinovic, Thea Rasche, Olga von Luckwald, Elisa Schlott

Le assaggiatrici (2025): Alma Hasun, Berit Vander, Kriemhild Hamann, Boris Aljinovic, Thea Rasche, Olga von Luckwald, Elisa Schlott

 

Ma i motivi della chiamata sono ben altri e si riferiscono al fatto che il fuhrer da tempo risiede segretamente nella foresta che circonda il villaggio, nel tentativo di scongiurare attentati ed ossessionato dal timore di venire ucciso. Rosa, assieme ad un gruppo di altre donne ancora giovani, vedove o con mariti al fronte, dovrà impegnarsi ad assaggiare una parte del variegato menù predisposto da un cuoco fidato per Hitmer in persona: ognuna delle donne dovrà assaggiare una pietanza dei menù ed attendere un'ora per scongiurare la possibilità che qualcuno possa aver fornito cibo avvelenato che possa pregiudicare il futuro del fuhrer. Quello che, solo inizialmente, pareva per quel gruppo di donne una invidiabile prospettiva di nutrimento, si trasforma in un incubo che induce poco a poco le interessate, dopo qualche diffidenza, ad avvicinarsi per cercare di sopportare quel destino macabro ed affrontare l'ansia di un pericolo sempre in agguato ordito da un sistema deviato per venire incontro alle folli manie di persecuzione del famigerato leader nazista.

Kriemhild Hamann, Elisa Schlott, Thea Rasche, Olga von Luckwald, Alma Hasun, Emma Falck

Le assaggiatrici (2025): Kriemhild Hamann, Elisa Schlott, Thea Rasche, Olga von Luckwald, Alma Hasun, Emma Falck

Elisa Schlott, Esther Gemsch, Jürgen Wink

Le assaggiatrici (2025): Elisa Schlott, Esther Gemsch, Jürgen Wink

Da un progetto nato sotto l'egida della cineasta Cristina Comencini, piuttosto avvezza a trasporre opere letterarie in versioni cinematografiche, ed anche co-sceneggiatrice, tratto dal fortunato omonimo romanzo di Rosella Postorino, ed a sua volta ispirato alla incredibile, vera storia drammatica occorsa a Margot Wolk e ad alcune sue sventurato compagne di sorte, ma da lei svelato solo in tarda età, poco prima di morire, il film porta la regia di Silvio Soldini. Cineasta noto e spesso pure apprezzato per il sentimento che riesce a rendere tangibile nei personaggi un po' reali, un po' da fiaba che hanno caratterizzato le sue opere più convincenti (Le acrobate - 1997 - resta ad oggi probabilmente il suo film più riuscito, ma non si può non ricordare altresì il successo di Pane e tulipani - 2000 - o la favola agrodolce un po' troppo snobbata alla sua uscita e ad ambientazione genovese, Agata e la tempesta - 2004), stavolta Soldini esegue un lavoro esplicitamente su commissione, avvalendosi di una professionalità impeccabile, che rende la visione toccante e in fondo convincente.

Max Riemelt

Le assaggiatrici (2025): Max Riemelt

Silvio Soldini

Le assaggiatrici (2025): Silvio Soldini

 

Purtroppo la incredibile e turpe vicenda non permette all'apprezzato.cineastavdi inserirci alcun tocco personale, e pertanto il, risultato finale non può che soddisfare chi non ha ben presente l'opera complessiva di questo autore (ottima già dagli esordi con L'aria serena dell'ovest - 1990 - e Un'anima divisa in due - 1993 - proseguita più di recente con Giorni e nuove, Cosa voglio di più, Il comandante è la cicogna), ma inevitabilmente deludere, almeno in parte, coloro che speravano in qualcosa di più che un formale e pur accurato prodotto da prima serata in tv.

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