Regia di Scott Beck, Bryan Woods vedi scheda film
Heretic (2024): locandina
In un cupo giorno di pioggia, due giovani missionarie mormoni stanno girando in bicicletta la loro piccola cittadina per parlare agli abitanti della Chiesa di Gesù Cristo e dei santi degli ultimi giorni. Ad un certo punto, giungono a casa del signor Reed, un uomo di mezza età che indossa un cardigan a quadri e che gentilmente le invita a entrare. Inizialmente, il padrone di casa appare cordiale e tranquillo ma con il passare del tempo finirà per svelare la sua vera e oscura natura. Le ragazze, sempre più spaventate, dovranno trovare il modo di sfuggirgli. Questa è la trama di Heretic, l'ultima fatica cinematografica del duo registico formato da Scott Beck e Bryan Woods, già responsabili della direzione di Haunt - La casa del terrore (2019) e 65 - Fuga dalla Terra (2023), nonché sceneggiatori del primo film della saga A Quiet Place.
Heretic (2024): Sophie Thatcher, Chloe East
Heretic (2024): Hugh Grant, Chloe East, Sophie Thatcher
Heretic è un film che vive sostanzialmente di dialoghi, atmosfera e recitazione. L'azione è molto diluita per lasciare spazio ai personaggi e alle loro interazioni, cosa che rende la pellicola un thriller-horror psicologico dal lento respiro ma non per questo meno affascinante. Nel ruolo del villain è stato chiamato, con grande sorpresa del pubblico, Hugh Grant che, abbandonate le tenere vesti del giovanotto innamorato alla Notting Hill, si cala in quelle di un autentico psicopatico. Il misterioso signor Reed che l'attore britannico porta in scena è la vera star del film. Si tratta di un uomo colto e intelligente ma anche sadico e crudele, che si diverte a mettere alla prova la fede degli sventurati che bussano alla sua porta. La performance di Grant, peraltro candidata ai Golden Globes per il miglior attore protagonista, cattura lo spettatore dall'inizio alla fine. La malvagità del personaggio, così lucida e studiata, dovrà essere combattuta e superata in astuzia e capacità logiche più che in forza fisica. Per questo Heretic punta più sulla paura cerebrale e molto meno su quella viscerale, al contrario di altri prodotti concorrenti. La recitazione di Grant non è però la sola vincente in questo film. Sophie Thatcher e Chloe East, interpreti delle due povere vittime, sono parimenti calate nella parte e rendono giustizia alle emozioni dei rispettivi personaggi, sempre più interessanti man mano che si procede lungo la linea narrativa.
Heretic (2024): Sophie Thatcher, Chloe East
Heretic (2024): Hugh Grant
Il fascino del male scatenato da Hugh Grant non genera solo un antagonista efficace e originale ma spinge a molteplici riflessioni sul concetto stesso di fede. Qual è lo scopo ultimo delle religioni? Esiste davvero un dio? E se davvero esiste, quale dottrina ha la giusta risposta? Pur ponendo quesiti di natura filosofico-esistenziale e spingendo a manetta il pedale della verbosità incontrollata, Heretic difficilmente annoia con i suoi interrogativi, non cade nella blasfemia ed evita di sbilanciarsi troppo verso una delle due parti. La sceneggiatura, curata dagli stessi registi, si dimostra capace di creare un film pensante e che fa pensare grazie anche a situazioni ed espedienti che riescono a mantenersi realistici, quantomeno nella prima parte del film. La seconda metà dell'opera, purtroppo, è la più debole narrativamente ma la voglia di giungere al finale è sufficientemente intensa da non far calare l'interesse. Registicamente, poi, il film è ben curato e offre sequenze capaci di farsi ricordare per qualità. Lo stesso si può dire della fotografia, mai troppo accesa e mai troppo buia, semplicemente adeguata ad un film dell'orrore ambientato in una casa che rischia di trasformarsi in una trappola mortale.
Heretic (2024): Hugh Grant
Con Heretic, Beck e Woods dimostrano come si possa fare del buon cinema ricorrendo a pochi ma bravissimi attori, un'idea convincente e messa giù con intelligenza e una scenografia neanche troppo elaborata. Il film si è rivelato una piacevole e per nulla scontata visione. L'attesa per esso circolava da diversi mesi, complice la “notiziona” del primo ruolo da cattivo per Hugh Grant, ed è stata ben ripagata, tanto dall'attore in questione quanto da tutto il resto.
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