Regia di Gabriele Salvatores vedi scheda film
A Gabriele Salvatores va dato atto di aver superato la fase in cui il suo cinema sembrava sempre piu'uguale a se stesso,e negli ultim suoi lavori sta sperimentando strade nuove,perlomeno da "Nirvana" in poi:tratto dall'omonimo romanzo di Ammanniti,cui è piuttosto fedele,"Io non ho paura" è un interessante excursus nell'ultima estate da bambino di Michele,nel '78 in Puglia.Il regista di "Sud" indovina la chiave espressiva della storia,e in alcuni momenti è bravissimo nel cogliere il sentire tipico di quella fase della vita di un ragazzo,in cui si puo'ridere in preda a un momento di felicita'assoluta,in cui l'estate ha un suono di fondo assordante,e un pomeriggio puo'sembrare lungo un'eternita'.Bravi ed espressivi i ragazzi,poco celebri,tranne Abatantuono nel ruolo piu'negativo della sua carriera e della pellicola,gli adulti;il film, da vedere anche perche'ha in se' una freschezza da ammirare,appare piu'riuscito di "Amnesia", pero' forse "Denti" aveva un impatto maggiore.Ma è un cinema da sostenere,ha molta vitalita'.
Non ci sono commenti.
Ultimi commenti Segui questa conversazione
Commenta