Regia di Riccardo Freda vedi scheda film
Sedicesimo secolo. Il terribile Francesco Cenci tiene crudelmente in pugno la famiglia, inclusi i figli Beatrice e Giacomo; quando scopre che quest’ultimo se la intende con la matrigna, Francesco decide di eliminare il figlio. Ad avere la peggio sarà però il padre.
La storia di Beatrice Cenci e della sua disgraziata famiglia è stata portata ripetutamente sul grande schermo, fin dal 1909 (per la regia di Mario Caserini); Guido Brignone fu poi, dopo altre pellicole dell’epoca del muto, il primo a realizzarne un film sonoro nel 1941, e quindi venne il film di Riccardo Freda del 1956. Nonostante il discreto dispendio di mezzi e l’innegabile mestiere del regista, nonché dei suoi collaboratori tecnici e artistici, non si può dire che questo Beatrice Cenci sia tanto memorabile, anzi; per la verità non si distacca granché dalla media dei drammoni in costume prodotti in quegli anni, se non fosse quantomeno per l’uso del colore nella fotografia di Gabor Pogany. La violenza intrinseca nelle vicende narrate è minimizzata nelle immagini, le musiche pompose di Franco Mannino la sostituiscono in qualche maniera; nel cast spiccano i nomi di Gino Cervi, Micheline Presle, Fausto Tozzi, Mireille Granelli, Emilio Petacci, Antonio de Teffé, Frank Villard e Claudine Dupuis. Coproduzione italofrancese, come si evince dai nomi sui titoli di testa, inclusi quelli degli sceneggiatori Jacques Remy e Filippo Sanjust. 3,5/10.
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