Regia di Manetti Bros. vedi scheda film
Etienne Morville (Afonso) è un fuoriclasse francese tutto genio e sregolatezza, una via di mezzo da Gascoigne, Balotelli e Cassano. Tra intemperanze in campo e infelici uscite pubbliche che lo mettono alla berlina sui social, il ragazzo ha bisogno di rifarsi una reputazione. L'occasione arriva dalla strampalata idea di Don Vincenzo (Papaleo), un agricoltore in pensione del paese di Palmi, in Calabria, che - con una colletta tra i compaesani - intende reclutare il calciatore per rilanciare la squadretta locale del titolo e magari accarezzare il sogno del passaggio dalla promozione alla serie D.
Dopo il mediocre trittico su Diabolik, i Manetti Bros. firmano una commediola esilissima, dalla trama piuttosto scontata (il ragazzo perduto che ritrova la retta via) e con un eccesso di politicamente corretto (quale funzione ha la sottotrama che riguarda la figlia lesbica di Don Vincenzo?) che sembra ormai essere il pedaggio obbligato per imboccare la via che porta al grande pubblico. Un paio di trovate molto divertenti, un cast di attori in gran parte sconosciuti (quelli della compagine sportiva, molti dei quali autentici atleti della Palmese), l'efficace ritratto della vita di provincia e un montaggio come sempre riuscitissimo (soprattutto nelle immagini corali) giustificano la spesa del biglietto, nonostante una colonna sonora (di Pivio e Aldo De Scalzi) incistata con insulsi motivetti di "musica" trap.
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