Regia di Giuseppe Ferrara vedi scheda film
Esordio di Giuseppe Ferrara. Prima o poi, un discorso sul cinema di Ferrara va fatto. È il cinema italiano più contraddittorio che possa esserci nel rapporto tra intenti e risultati. Se da una parte non si può che stimare un coraggioso autore che vuole fare luce su aspetti poco chiari della nostra Storia recente (qualche esempio: l’esperienza siciliana del Generale Dalla Chiesa, il sequestro Moro, il caso Calvi), dall’altra non si può tacere sulla superficialità, sul pressapochismo, sull’inadeguatezza delle sue messinscene. Cinema stilisticamente rozzo ed inattendibile. È da questa opera prima che si originano tutti i problemi del cinema ferrariano: tutti i pregi e tutti i difetti sono già ben ravvisabili, e le contaminazioni in campo (realtà e finzione, analisi e sintesi, documentario e fiction…) non sempre funzionano. A conti fatti, Il sasso in bocca manca di rigore, fors’anche di passione (ma non civile) e soprattutto di linearità. Semplicistico e complicato, artefatto e schematico, il primo opus della carriera di Ferrara risente certamente del suo sperimentalismo ardito e quasi eroico, ma non basta.
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