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Il tocco della Medusa

Regia di Jack Gold vedi scheda film

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La recensione su Il tocco della Medusa

di munnyedwards
7 stelle

 

Secondo la mitologia greca Medusa era una delle tre Gorgoni (le altre erano Steno e Euriale), divinità protettrici che avevano il “dono” di pietrificare con il solo sguardo, Perseo gli tagliò la testa stando però ben attento a non guardarla negli occhi, perché anche dopo l’amputazione Medusa poteva ancora colpire con il suo malefico sguardo.

 

Lee Remick, Lino Ventura

Il tocco della Medusa (1978): Lee Remick, Lino Ventura

 

John Morlar (Richard Burton), scrittore e misterioso individuo, è convinto di poter provocare catastrofi con la sola forza della mente (o dello sguardo della mente), per questo si presenta dalla psichiatra Zonfield (Lee Remick) chiedendo consiglio e sperando di essere creduto, la donna però, nonostante i racconti di Morlar siano a dir poco inquietanti, non lo prende sul serio.

Una sera lo scrittore viene aggredito e ripetutamente colpito alla testa con un oggetto contundente, dato inizialmente per morto verrà portato in ospedale dove, collegato a delle macchine, sarà tenuto in vita o almeno la sua parte cerebrale che nonostante i violenti traumi sembra ancora incredibilmente attiva.

L’ispettore Brunel (Lino Ventura) incaricato del caso cercherà di far luce sui misteriosi eventi ma ben presto si renderà conto che sono troppe le coincidenze mortali che circondano la vita di Morlar e che la lista dei possibili assassini potrebbe essere molto lunga.

 

Richard Burton, Lee Remick, Lino Ventura

Il tocco della Medusa (1978): Richard Burton, Lee Remick, Lino Ventura

 

Il tocco della medusa vede la firma in regia di Jack Gold, un buon mestierante molto attivo anche in tv, lo spunto di partenza arriva dal romanzo di Peter Van Greenaway ma il racconto prende subito una dimensione non definita sfruttando influenze diverse e variando tra i generi senza mai trovare una precisa connotazione.

La scelta è senza dubbio voluta, come voluta è una narrazione non lineare che ci racconta la vita e la personalità di Morlar attraverso l’utilizzo di flashback, seguiamo quindi la complessa indagine di un sempre efficace Lino Ventura spostandoci avanti e indietro nel tempo, cercando anche noi, come lui, di mettere tutti i tasselli al loro posto; Morlar è davvero in grado di provocare disastri o è solo un pazzo visionario?

Questa è la domanda che tiene in piedi una buona parte del film, la stessa domanda che si pone la bella e brava Lee Remick, che nei panni del Dott. Zonfield ci racconta la storia di questo strano personaggio, oscuro e inquietante, forse addirittura posseduto (o semplicemente pazzo) presentato in scena da uno straripante, ipnotico e assolutamente dominante Richard Burton.

 

The Medusa Touch

 

Il film non risulta particolarmente datato da un punto di vista registico (Gold fa un ottimo lavoro) ma segna un po’ il passo sotto l’aspetto narrativo, il plot infatti non manca di una certa rigidità e di uno sviluppo forse troppo legato al romanzo d’origine, in alcuni frangenti si gira un po’ a vuoto e la fase dell’inchiesta può risultare a volte troppo verbosa e pesante.

Ma è un peccato veniale perché il film fa in pieno il suo dovere e alimenta una tensione crescente che coinvolge lo spettatore fino alla fine, sono diverse le sequenze che restano nella mente e che nonostante la pochezza dei mezzi risultano ben girate, fra le migliori senza dubbio quella dell’incidente aereo e quella finale nella Cattedrale di Westminster.

Merito del regista ma soprattutto del buon cast, dove ovviamente la parte del vero mattatore spetta ad un luciferino Richard Burton, la sua prova sopra le righe ben caratterizza il personaggio di Morlar che per tutto il film resterà ambiguo e non risolto nelle sue motivazioni.

 

"E’ dio che dovrebbe sedere al banco degli imputati, l’onnipotente nemico del male dovrebbe sedere davanti alla giuria delle sue vittime...gli inermi, i deformi senza speranza, i disperati"

 

Forse è questa la carta vincente del film, la bella caratterizzazione di una figura chiaramente dannata ma ambigua nella sua manifestazione del male, lui stesso si considera una specie di mostro, un freak incapace di contenere i suoi desideri di vendetta e odio, emozioni del tutto umane che a causa del suo “dono” deflagrano però in immani tragedie, a differenza di alcuni film del periodo, dove la presenza del lato oscuro era manifesta (penso a Omen o L’esorcista) qui si cambia leggermente strada mantenendo però una buona qualità complessiva.

Storia ambientata a Londra e produzione britannica, notevole la partitura musicale di Michael J. Lewis per quello che non sarà un capolavoro del genere ma di certo un ottimo film di suspense.

Voto: 7.5

 

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Ultimi commenti

  1. maurizio73
    di maurizio73

    Il paragone con Omen pare azzeccato anche e soprattutto nella deriva horror della parabola calante di un altro 'mostro sacro' come Gregory Peck, ormai all'epilogo della sua carriera. Thriller psicologico che con la Medusa centra poco o nulla (magari con Cassandra Crossing), ma che riporta alla mente The Gorgon, classico Hammer di Terence Fisher con Christopher Lee e Peter Cushing dove la tensione era altrettanto forte ed il mito non era una favoletta da lettino psichiatrico. Ciao!

    1. munnyedwards
      di munnyedwards

      Con Omen ha diversi punti in comune, come dicevo pero nel film di Donner la dimensione del maligno è subito definità mentre qui è piu sfumata, Morlan è carnefice e vittima allo stesso tempo dei suoi poteri.
      E' vero anche che Burton e Peck, due grandissimi, si avviavano alla chiusura della loro carriera e entrambi si cimentarono con l'horror, Peck credo fece solo Omen (che io cmq considero un grande film) mentre Burton me lo ricordo anche nel seguito dell' Esorcista.
      L'accostamento a la Medusa in effetti è un po forzato, si insiste molto sugli occhi di Burton e quindi sullo sguardo mentre lui compie le sue azioni, inoltre nel finale ce un accenno al fatto che tali poteri mentali siano indipendenti dalle macchine che lo tenevano in vita, come la Medusa che poteva pietrificare anche dopo la decaitazione.
      Il riferimento a Cassandra crossing invece non l'ho colto, è un film che da bambino mi terrorizzava ma non lo rivedo da anni.
      The Gorgon invece non l'ho visto, vedro di recuperarlo :)

  2. claudio1959
    di claudio1959

    Avete citato tutti film che mi sono piaciuti questo Cassandra crossing l’esorcista Il presagio

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