Regia di Oz Perkins vedi scheda film
FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2024
È proprio vero che il diavolo fa le pentole e non i coperchi, e ad Osgood Perkins, figlio di cotanto Anthony, non riescono troppo bene neanche quelle.
Il film lo sovvenziona Nicolas Cage, che si riserva una gaia, quanto bizzarra, parentesi luciferina. Anche la storia vorrebbe essere diabolica, ma ne esce fuori un thriller poco posseduto e molto al servizio dell’istrionico Nicolas, truccato come una maschera di porcellana e dalla recitazione perennemente istericheggiante, del resto quando è Satana a dettare le regole ci sta che la sospensione dell’incredulità fagociti trama, premesse, postulati e conclusioni per giocarsela alla bell’e meglio con atmosfere pseudo infernali, rumoracci di fondo, oscuri alfabeti, bambole spiritate e investigatrici sensitive che si barcamenano tra ricordi e faccette perennemente corrucciate: la protagonista, Maika Monroe, (agente FBI Lee Harker), la vedremo sorridere giusto un paio di volte, mentre si sobbarca quasi l’intero impianto filmico, forse preoccupata di oscurare gli istrionici lazzi di un Cage che immagino, invece, se la sia divertita parecchio.
Che poi il demonio si lasci fregare praticamente da una sua semi discepola è quesito mefistofelico trascurabile che non può riguardare un andamento narrativo logico, quindi prendiamoci questo episodio festivaliero romano al servizio del Maligno per quello che vale, e avanti con le prossime pento..ops! pellicole..
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