Regia di Edward Berger vedi scheda film
Tra arte e cinematografia
Conclave, basato sul romanzo di Robert Harris, grazie alla direzione di Edward Berger ci dimostra come con la giusta sceneggiatura, un cast d’eccellenza, una colonna sonora prorompente e attenzione per ogni dettaglio, si possa creare un capolavoro cinematografico, in un settore ormai saturo ma assai bisognoso di opere come questa. Un volta che lo guardi, il mondo ti apparirà diverso. Fede, ambizione, sotterfugi, alleanze, sfide, onore, segreti, speranza. Questi alcuni dei temi. Ma anche la forza dirompente del rosso, il giallo che eleva, l’azzurro che congela. Pause, respiri, silenzi, sussurri, affermazioni, accuse, esplosioni. Descrivere un film come Conclave non risulta una sfida semplice, e chiunque cerchi di farlo in poche righe pecca di superbia, ma, per quel che mi è concesso, esprimere due parole sulla potenza, anche solo dell’aspetto grafico, mi sembra doveroso.
Il suo eco vive e si espande fuori dalle sale, tra le strade e nelle case, nulla è più lo stesso. Il rosso non è più rosso, il semaforo non ha più la stessa forza, casa nostra diventa dipinto. I colori sono parte della nostra cultura, della nostra fisiologia, del nostro modo di vivere il mondo. Il loro potere, anche se nascosto, pulsa e freme passando per la nostra retina, toccando corde arteriose, facendo fluire il sangue, ci tengono vivi, ci avvertono del pericolo, ci rilassano, ci guidano. E in Conclave, ci parlano. Anche nei momenti di maggior silenzio o di minor fragore, ci indicano la strada del senso, ci guidano verso la comprensione di qualcosa che c’è, si vede, ma non si dice.
Da il rosso e giallo dirompente dell’incipit, tra fedeltà, amicizia, fermento, calore, il clima cambia, e con il sorgere dei primi campanelli d’allarme, segreti e congiure, il clima si fa più freddo, il rosso rimane ma di sottofondo, un azzurro disinteressato, asettico, lascia spazio ai fatti. Ci avviciniamo alla verità. Di film che giocano con il contrasto di colori primari ce ne sono pochi, di film che lo facciano in maniera così magistrale, ancor meno. L'accostamento giallo, rosso, blu rappresenta il massimo grado di tensione fra colori, da cui si ottiene un effetto chiassoso, energico e deciso. In Conclave troviamo un connubio di cinematografia e arte, sembra quasi di poter vedere Mondrian dipingere con maestria sulla pellicola, rappresentando l’essenza spirituale dell’universo come nei suoi quadri, servendosi di forme semplici e colori primari, espressione di equilibrio e armonia universali. In Conclave infatti nulla è in più, ogni elemento ha ragion d’essere e fa la sua parte.
Sono consapevole che i colori ci circondano costantemente e che risulta difficile dare loro importanza quando rappresentano la quotidianità, ma mai come con Conclave i colori hanno parlato, diretto, emozionato il mio pensiero così tanto. E allora proviamo a guardarli, intenzionalmente, ringraziando il nostro sistema visivo che ci permette di vivere in un mondo che comunica con noi costantemente, anche quando non ce ne accorgiamo.
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