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The Brutalist

Regia di Brady Corbet vedi scheda film

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La recensione su The Brutalist

di penelope68
8 stelle

La vicenda di Lazlo Toth ( ma il regista sa che è il nome di chi ha danneggiato la pietà di Michelangelo ?) ,che reduce sai lager nazisti sbarca in America in cerca di fortuna. Viene prima aiutato dal cugino che ha un mobilificio e ha cambiato nome (perché gli americani non comprano se non sei dei loro , spiega ) e poi per un caso fortunato ( o sfortunato ) conosce il milionario Van Buren  che lo incaricato fi progettare una sorta di centro in memoria della madre defunta. Lazlo ha delle idee grandiose con uno stile unico, ma non tutto va come spera. In più il milionario pretende sempre di più . La situazione prende un altra piega con l' arrivo della moglie Elisabeth che ha una malattia delle ossa e non cammina , e la nipote di Lazlo. 

L' ambizione sfrenata, il sogno americano a lungo inseguito , la foga del protagonista quasi la follia nel realizzare il progetto che deve avere una forma pulita , lineare , formale sono le basi del racconto. 

Regia energica per un film torrenziale, con una fotografia strepitosa e con due protagonisti da Oscar ( Brody lo prende , Pearce lo avrebbe meritato) che mai si fa intimista , ma aggredisce lo spettatore, e forse mai lo emoziona. 

Ciò che conta è il viaggio non la destinazione, dice la nipote. Beh se è quello che vale è un viaggio interessante. 

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