Danny Balint, giovane ex studioso dell'Antico Testamento, è diventato un feroce antisemita. Nel corso degli anni è riuscito ad assumere una posizione di spicco all'interno del movimento neonazista americano. La sua scalata ai vertici dell'organizzazione coincide con la scoperta che, nonostante tutto, lui continua a essere un rabbino che di giorno attacca gli ebrei e di notte studia la Torah. Con il passare del tempo Danny capirà che il suo unico desiderio è diventare una contraddizione vivente.
Note
Il film, premiato al Sundance 2001 e accuratamente tenuto lontano dalle sale americane (la vecchia "censura" del mercato continua a funzionare ovunque), affronta, con uno stile secco, abbastanza originale, in alcuni momenti molto sorvegliato e in altri incandescente dal punto di vista drammaturgico, una contraddizione culturale prelevata da una storia vera. Danny Balint (il ventunenne Ryan Gosling di "Il sapore della vittoria") è un neonazista ed è anche ebreo. In lotta con le sue radici, con la sua fede, con le sue convinzioni, con l'idea di una malattia, di una disfunzione giudaica del mondo. Tra anima e ideologia. Il ragazzo è intelligente, brillante, colto e viene preso sotto l'ala protettiva (teorica e politica) di una coppia formata da Billy Zane e Theresa Russell. Fanatismo terroristico e riverenza religiosa, relazioni morbose e confusione, rabbia e timori antichissimi. L'eccellente protagonista interpreta tutte le lacerazioni del personaggio e si confronta idealmente con Edward Norton di "American History X" e Tim Roth di "Made in Britain". Dietro la macchina da presa fa il suo debutto Henry Bean, lo sceneggiatore di "Affari sporchi" e "Nemico pubblico".
L'ebreo in realtà odia se stesso? Vecchia menzogna antisemita! La (grande) interpretazione di Gosling è invece tutta sulla rabbia per un difficile percorso interiore esclusivamente personale e che nessun altro è in grado di comprendere.
Pensavo che Gosling fosse un attore dall'espressione monolitica. Mi ha smentito questa prova giovanile in cui riesce a incarnare soffertamente le molte sfaccettature di un personaggio che è un ossimoro vivente: nazista, teofobico, furiosamente antisemita e... ebreo riformatore. Voto: 8 shalom mein fuhrer!
Non mi ha convinto, nonostante le positive aspettative. La figura del protagonista rimane inspiegata (anzi spiegata in modo contradditorio) e la rappresentazione del neonazismo statunitense inclina al macchiettismo. Il tema tragico dell'ebreo che odia se stesso poteva dar vita ad una messa in scena ben più consistente.
Film da vedere per non dimenticare il fanatismo nazifascista. Ottima l'interpretazione di Gosling; non fa parte dei film che mi entusiasmano però la tematica è così importante che merita una sufficienza abbondante: 6,3.......
Quando l’intransigenza ignora ciò che combatte diventa violenza gratuita, quando ne ha coscienza nasconde spesso motivazioni oltre il mero aspetto ideologico. A volte il fanatismo politico nasce da quello religioso, in entrambi i casi è il porsi delle domande che spinge l’individuo a comprendere i veri valori per i quali vale la pena lottare.
Bah…inutile forzatura, sarà anche una storia vera ma è talmente assurda che è difficile non vedere il protagonista solo come uno squilibrato e ogni ulteriore discorso sul razzismo, nazismo ecc. diventa superfluo.
Sinceramente la storia del nazi con origine ebree non sta molto in piedi…Guardatevi American History X che è molto, ma molto più bello e intelligente!!!
Impossibile evitare il paragone con American History X, dove (sommariamente) un adepto al nuovo Ku-Klux-Klan si ravvede in prigione e una volta uscito cerca di togliere il fratellino, che lo adora, dallo stesso giro. The Believer come film e come trama non gli assomiglia affatto, ma qualcosa c'è; ispirato dalla storia di Daniel Burros (1937 - 1965), giovane ebreo americano e membro… leggi tutto
Dio dice: Lo sai quanto sono potente? Ti posso fare qualunque cosa io voglia, non importa quanto sia stupida, posso perfino farti uccidere tuo figlio. Perché io sono tutto e tu sei niente. (The Believer, 2001).
Non è il coraggio che difetta al regista Henry Bean, prendere un personaggio come quello interpretato da Ryan Gosling in The Believer, un contraddittorio… leggi tutto
A soli tre anni da Cameron Alexander, la spiaggia di Venice, i pettorali con svastica tatuata di Ed "Derek Vinyard" Norton, e dall'odio che lo aveva divorato fin dall'adolescenza, il regista semi sconosciuto Henry Bean, due sole le pellicole all'attivo a fronte di diversi procedimenti giudiziari per un carattere decisamente ribelle, ci propose un secondo pugno in faccia, in tal caso…
Ecco la consueta playslist bimensile con le mie ultime visioni (ordinate secondo anno di uscita).
Mi farebbe molto piacere ricevere i vostri consigli nei commenti.
Saluti a tutti!
Francamente non mi ha convinto.
Il tema era decisamente uno di quelli che mi attirava; sia il riferimento fatto da molti a American History X (che aveva ben altro spessore), sia quello allecontraddizioni dell'essere ebreo (l'ebreo che odia se stesso) mi hanno anticipato aspettative in gran parte deluse.
Il neo nazismo americano: qui i suoi accoliti sembrano un po' delle macchiette. Da un lato…
Nominandolo come fa chiunque recensisce questo film, devo iniziare ammettendo che American History X mi aveva colpito e che quindi, appena sentito qualcuno fare dei paragoni, mi sono precipitato subito a guardarlo.
Beh, non si può dire che sia esattamente la stessa cosa solo perchè si parla di Naziskin.
Il vero tema al centro di questa pellicola a mio…
Henry Bean prova a mettere in scena le contraddizioni e i vuoti di una visione della vita parziale e fallace. Quando l’intransigenza ignora ciò che combatte diventa violenza gratuita e infantile, quando ne ha piena coscienza nasconde spesso motivazioni personali che vanno oltre il mero aspetto ideologico. A volte il fanatismo politico nasce dal fanatismo religioso, in entrambi i…
Dio dice: Lo sai quanto sono potente? Ti posso fare qualunque cosa io voglia, non importa quanto sia stupida, posso perfino farti uccidere tuo figlio. Perché io sono tutto e tu sei niente. (The Believer, 2001).
Non è il coraggio che difetta al regista Henry Bean, prendere un personaggio come quello interpretato da Ryan Gosling in The Believer, un contraddittorio…
La contraddizione.
È questa la chiave di lettura del film.
La parola più incisiva per spiegare (secondo il protagonista) l’ebraismo.
La sua condanna. L’annichilimento. La sua immortalità (d’altronde - osserva anche il protagonista - Gesù Cristo - l’agnello sacrificale per eccellenza, poi risorto - era ebreo).
Usi e precetti (quelli…
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Commenti (18) vedi tutti
L'ebreo in realtà odia se stesso? Vecchia menzogna antisemita! La (grande) interpretazione di Gosling è invece tutta sulla rabbia per un difficile percorso interiore esclusivamente personale e che nessun altro è in grado di comprendere.
commento di ssiboniFilm complesso ed interessante. Controvaerso come la storia del popolo (?) ebreo. 8
commento di BradyMi è sembrata una storia che non sta in piedi; voto 2
commento di stokaiserProbabilmente il più bel film sul tema dell'antisemitismo, dal punto di vista del contenuto. Gosling si affacciava alle porte del cinema che conta
commento di FL2307Pensavo che Gosling fosse un attore dall'espressione monolitica. Mi ha smentito questa prova giovanile in cui riesce a incarnare soffertamente le molte sfaccettature di un personaggio che è un ossimoro vivente: nazista, teofobico, furiosamente antisemita e... ebreo riformatore. Voto: 8 shalom mein fuhrer!
commento di ProfessorAbronsiusfilm molto interessante per la sua storia.. regia e interpretazione all'altezza.. voto 7
commento di nicelady55Un film sentito e coinvolgente sulla crescita spirituale e la ricerca di identità di uno skinhead con origini ebraiche. Voto 7/10.
commento di alexio350Non mi ha convinto, nonostante le positive aspettative. La figura del protagonista rimane inspiegata (anzi spiegata in modo contradditorio) e la rappresentazione del neonazismo statunitense inclina al macchiettismo. Il tema tragico dell'ebreo che odia se stesso poteva dar vita ad una messa in scena ben più consistente.
leggi la recensione completa di giammazFilm da vedere per non dimenticare il fanatismo nazifascista. Ottima l'interpretazione di Gosling; non fa parte dei film che mi entusiasmano però la tematica è così importante che merita una sufficienza abbondante: 6,3.......
commento di AntofroncyQuando l’intransigenza ignora ciò che combatte diventa violenza gratuita, quando ne ha coscienza nasconde spesso motivazioni oltre il mero aspetto ideologico. A volte il fanatismo politico nasce da quello religioso, in entrambi i casi è il porsi delle domande che spinge l’individuo a comprendere i veri valori per i quali vale la pena lottare.
leggi la recensione completa di Ghenesiosfenomenale interpretazione di un giovanissimo ryan gosling, già promettente star di Hollywood. Un film da vedere e che fa riflettere.
commento di antonbarBah…inutile forzatura, sarà anche una storia vera ma è talmente assurda che è difficile non vedere il protagonista solo come uno squilibrato e ogni ulteriore discorso sul razzismo, nazismo ecc. diventa superfluo.
commento di Tex MurphyDavvero un gran bel film. Freddo ma anche partecipe. Un opera difficile, ma di grande impatto.
commento di Utente rimosso (Luke Vacant)Bel film che mette in mostra le difficoltà degli ebrei nel mondo dei naziskin. Conivolgente e duro.
commento di XANDERNon c'è che dire… bel film, studiato bene e ben recitato. La frase più bella: "Gli antisemiti sono ormai gli stessi ebrei" (o molto simile).
commento di sillabaTema forte,rappresentato in maniera cruda e vera.Un bell'esempio di cinema.
commento di slim spaccabeccoIntelligente ed educativo, divertente e filosofico allo sfinimento, attuale e mai banale… da vedere!
commento di RageAgainstBerluscaSinceramente la storia del nazi con origine ebree non sta molto in piedi…Guardatevi American History X che è molto, ma molto più bello e intelligente!!!
commento di ultrapaz