Regia di Jean-Pierre Jeunet vedi scheda film
Un film che ti prende sin dal primo momento. per la voglia del regista di raccontare il mondo tutto suo che la dolce amelie intende coltivare con la forza che non ti aspetti. colori soffusi, da fiaba, musiche da carillon, personaggi sui generis, tutti alle prese coi propri problemi quotidiani e su tutti loro amelie la filantropa, che trova (nel sorriso del cinquantenne che ritrova frammenti di passato) la voglia di dispensare bene a chiunque le giri intorno. Alcune trovate registiche geniali, perché personalissime, un ritmo avvincente nonostante i lunghi silenzi, una fotografia che ti scalda la pelle. un film particolarissimo, curato, ben fatto, che manda un messaggio forse utopistico, ma d'una utopia che è speranza... da sottolineare gli effetti speciali che insolitamente riguardano principalmente il sonoro...
coraggiosa come il primo fiore che spunta a primavera, dalle guance rubabaci e dal sorriso irresistibile. Meravigliosa...
la regia di Jeunet si avvale di una freneticità che si ripercuote nei continui, tarantolati, movimenti di macchina. scelte sempre originali sia nelle divagazioni da videoclip, sia in una cura smaniosa degeli effetti sonoro-visivi che, uniti alle personalissime scelte di ripresa, legittimano la sua originalità
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